Flashback_talk 2016. nuovi sincretismi

 

Flashback_talk

Raggiungono la IV edizione i Talk di FLASHBACK che hanno come caratteristica principale la diacronia, gli incontri tendono a esaminare gli argomenti nel loro succedersi e trasformarsi nel corso del tempo, le tematiche sono state dunque prese in considerazione secondo una prospettiva dinamica e in divenire. Particolare attenzione quest’anno è stata riservata all’esame delle arti visive inserite nella loro contemporaneità, tenendo conto di tutti i fattori concomitanti quali quello etico, sociologico, filosofico, antropologico che concorrono a legare ciascun attore al proprio presente.

Giorni e orari dei FLASHBACK_ talks:

giovedì 3 novembre 2016 ore 15

SCOPERTE E RISCOPERTE
Fausto Casi (direttore Museo dei mezzi di Comunicazione di Arezzo) “Un astrolabio planisferico di Jean Fusoris”; Simone Baiocco (storico dell’Arte Conservatore per il Medioevo e il Rinascimento di Palazzo Madama), Arabella Cifani e Carlotta Venegoni (storici dell’arte ) “Un inedito frammento di un polittico dalla Savoia di Defendente Ferrari e i Magistri Pictores”;Arabella Cifani e Carlotta Venegoni (storici dell’arte) “Raro dipinto inedito di Pietro Alessandro Trono”;Vittorio Natale (storico dell’arte) “Un’inedita tavola pavese del 1481 e la ricomposizione del polittico della Crocifissione del Museo Bagatti Valsecchi di Milano”;Marina Dell’Omo (storico dell’arte)“Progetto di affresco per un soffitto di Palazzo Barolo”

DSC03393

DSC03395

giovedì 3 novembre 2016 ore 17

MASCHERE D’AFRICA. L’anima dell’arte africana
Anna Alberghino e Bruno Albertino, sono entrambi medici, esperti e collezionisti di arte africana da più di vent’anni. Viaggiatori appassionati comprano le loro opere esclusivamente “sul campo”, ad oggi hanno setacciato quasi ogni paese africano. Hanno pubblicato diversi libri sull’argomento.
Bruno Albertino, Anna Alberghina, Edmondo Bertaina

Schermata 2017-01-19 alle 12.30.27

 – sabato 5 novembre 2016 ore 17

LE POTENZIALITA’ DELLA CULTURA: si può parlare di Welfare Culturale? L’esperienza di Opera Viva Barriera di Milano e Housing Giulia.
delle arti in contesti di fragilità accende nuove energie, fondamentali per percorsi di autonomia e dignità.  Torino ha una profonda e ampia storia di pratiche eccellenti.
Andrea Biondello (direttore Housing Giulia), Alessandro Bulgini (artista), Christian Caliandro (storico e critico d’arte), Saul Melman (artista e medico), Aryan Ozmaei (artista), Catterina Seia (Vicepresidente Fondazione Fitzcarraldo)

IMG_0614

 – sabato 5 novembre 2016 ore 17

PRESENTAZIONE DEL NUOVO GIORNALE “GRANDI MOSTRE”
Artribune si amplia ancora in direzione di un ambito oggi pressoché sguarnito nel panorama informativo italiano: per le sollecitazioni di lettori, partner, clienti, inserzionisti, e per la volontà di offrire una lettura delle dinamiche artistiche e culturali sempre più completa, esauriente e qualitativamente adeguata. Nasce dunque Grandi Mostre, un nuovo prodotto editoriale dedicato agli eventi espositivi di maggiore richiamo, con particolare focus su arte moderna e antica.
Insieme a Massimiliano Tonelli, direttore Artribune e Massimo Mattioli, coordinatore editoriale, ne hanno parlato Daniela Ferretti, direttrice di Palazzo Fortuny a Venezia e Enrica Pagella, direttrice dei Musei Reali di Torino.

DSC03368

Annunci

OPERA VIVA BARRIER DI MILANO 2016 – Stretched and Still Lies in the Midnight | SAUL MELMAN

Il 5 settembre l’opera di Saul Melman, quarto artista scelto da Christian Caliandro per OPERA VIVA BARRIERA DI MILANO, comparirà sul manifesto pubblicitario di tre metri per sei nella rotatoria di piazza Bottesini a Torino. Grazie a Saul, che vive e lavora a New York, l’enorme spazio pubblicitario diventa una finestra che affaccia su un altro mondo, che sfonda prospettive, che unisce orizzonti e frontiere.

L’opera di Melman è in origine un collage fotografico di vestiti e indumenti appesi a un filo della stendibiancheria, come simboli e metafore delle diverse identità e provenienze; l’artista sceglie di riflettere sulle differenze e le commistioni culturali partendo dagli elementi più intimi, frammenti quotidiani di esistenza. Il curatore, Christian Caliandro, sottolinea così la “relativa” semplicità di Melman: “Questi avambracci metafisici (grigi, gialli, rossi) fanno scorrere la corda su una carrucola industriale; i calzini colorati svolazzano alle folate di vento, e il paio estremo è sfondato, bruciacchiato, sbrindellato, consunto. Ironia e inquietudine si mescolano in modo sapiente nel lavoro di questo artista, che è stato descritto come ‘una sorta di disordine mentale produttivo’ (a kind of productive mental disorder). Il caso e il caos giocano un ruolo importante in questa sperimentazione, che procede per balzi e tentativi generosi”.

Il filo teso di uno stendibiancheria arriva così dall’altra parte dell’Atlantico e si ambienta subito in Barriera di Milano: è una vista quasi scontata e quotidiana in un quartiere che più di ogni altro a Torino è testimone di un’intricata storia di immigrazioni e industria e con una popolazione particolarmente eterogenea e portatrice di grandi differenze culturali.

L’arte e il movimento escono dunque dall’opera e irrompono nella vita di tutti i giorni; grazie alla mutabilità e alla transitorietà di cui sono dotate le opere degli artisti di OPERA VIVA – Zanbagh Lotfi (31 maggio – 27 giugno), Andrea Mastrovito (29 giugno – 27 luglio), Aryan Ozmaei (31 luglio – 30 agosto), Saul Melman (5 – 30 settembre), Gian Maria Tosatti (1 – 29 ottobre), Alessandro Bulgini (30 ottobre – 13 novembre) parlano al quartiere e con il quartiere, diventando reali esempi di arte pubblica.

Con la promozione di OPERA VIVA BARRIERA DI MILANO, a pochi mesi dalla IV edizione della fiera, FLASHBACK conferma la propria volontà di porsi come momento di riflessione culturale che non può prescindere dal contesto contemporaneo. E per questo sposa la filosofia del curatore Christian Caliandro secondo il quale “Chiudere l’arte e la cultura in luoghi istituzionali, segregarla all’interno di recinti non è mai stata un’opzione salutare, democratica, intelligente: meno che mai in questo momento storico… L’arte deve inoltrarsi nella realtà, muoversi costantemente in essa, aiutare e trasformare la vita delle persone.  Il progetto “Opera Viva Barriera di Milano” si propone così di costruire – con opere diverse mese per mese – una dimensione altra e di riunire tutte queste dimensioni in una visione coerente e in un dialogo attivo con il quartiere.”

SAUL MELMAN | Stretched and Still Lies in the Midnight
5 – 30 settembre 2016

OPERA VIVA BARRIERA DI MILANO
un progetto di Alessandro BulginI
a cura di Christian Caliandro
con il sostegno di FLASHBACK / L’arte è tutta contemporanea
rotatoria di piazza Bottesini
Barriera di Milano, Torino