Raffaele Fiorella. Il manifesto di Piazza Bottesini prende vita grazie al video mapping

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IMMAGINI DEL VIDEOMAPPING

 

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OPERA VIVA BARRIERA DI MILANO 2017. Raffaele Fiorella


OPERA VIVA BARRIERA DI MILANO // parte seconda // operette morali

INAUGURAZIONE e video mapping:
31 maggio 2017 ore 21.30
Artista: Raffaella Fiorella
Piazza Giovanni Bottesini, Torino

RAFFAELE FIORELLA

Lo stargate torinese: in piazza Bottesini uno spazio rubato alla pubblicità apre il passaggio a un’altra dimensione

Al via mercoledì 31 maggio la seconda edizione del progetto “Opera Viva Barriera di Milano”, che fino a novembre segnerà le tappe di avvicinamento alla fiera Flashback in programma dal 2 al 5 novembre. Nato da un’idea di Alessandro Bulgini, il progetto artistico curato da Christian Caliandro e sostenuto da Flashback nella prospettiva suggerita dal claim All Art is Contemporary, si sviluppa attorno a un’idea precisa della relazione tra arte contemporanea e spazio pubblico, e della funzione di un’opera all’interno di un contesto e di una comunità urbana. Nella convinzione che l’arte debba uscire dagli spazi istituzionali, scendere per strada, inoltrarsi nella realtà, muoversi costantemente in essa, integrarsi felicemente nella dimensione dell’esistenza quotidiana. E che le nostre città siano prima di tutto esistenze, relazioni umane – non infrastrutture materiali. Del resto, chiudere l’arte e la cultura in luoghi deputati o segregarla all’interno di recinti predeterminati non è mai stata un’opzione salutare, democratica, intelligente: meno che mai in un momento storico come quello attuale.

OPERA VIVA BARRIERA DI MILANO // operette morali

Un manifesto, dunque, di tre metri per sei nella rotonda di Piazza Bottesini nel cuore di Barriera di Milano, uno dei quartieri torinesi più interessanti e ricchi di storie, di identità e di futuro; sei artisti, diversi tra di loro per formazione e stile, ma accomunati da un approccio originale e innovativo alla pratica artistica. L’ispirazione è, per quest’anno, alle Operette morali (1827) di Giacomo Leopardi, il più grande libro della nostra tradizione letteraria proprio perché sfuggente, indefinibile, frutto della fusione e della collisione tra satira, prosa poetica, critica sociale, filosofia e autobiografia. Definite da Giuseppe Montani nel 1828 “musica, musica altamente malinconica, le cui voci tutte si rispondono e recano all’anima la più grave delle impressioni”; e, come scrive Pietro Citati: “Nelle Operette morali ci sono tutti i toni e le forme: il metafisico, il volgare unito al metafisico, il lucianesco, il fantastico-ironico, la farsa, la commedia dell’arte, il patetico, il tragico, il nichilistico, l’assurdo, lo scherno, il disprezzo, l’ilare, l’aereo, il lirico, il sublime, il matematico, il funambolico; e, come diceva Giorgio Manganelli, la disperazione che diventa esattezza e pura gioia intellettuale. In modo sottilissimo, i toni e le forme trapassano gli uni nelle altre.”

OPERA VIVA BARRIERA DI MILANO // cittadini-esploratori

Ecco, questo è il modello ideale per opere come quelle concepite e realizzate dagli artisti invitati per la seconda edizione di Opera Viva Barriera di Milano, che sfuggono al loro statuto di opere; opere che si traducono in un manifesto simil-pubblicitario il quale nega il linguaggio della pubblicità nel momento stesso in cui lo usa; e che trasformano gli spettatori – residenti, visitatori, automobilisti, passanti, curiosi – in esploratori di un’altra dimensione, di una zona che a sua volta funziona secondo le regole e i valori di un mondo sconosciuto.

Il manifesto 3 x 6 è una finestra, e al tempo stesso un’intercapedine. Un interstizio.

OPERA VIVA BARRIERA DI MILANO // Raffaele Fiorella

Il manifesto animato: con Raffaele Fiorella il manifesto di Piazza Bottesini prende vita e diventa realmente opera viva grazie al video mapping.

La seconda edizione di Opera Viva Barriera di Milano, il progetto artistico urbano sostenuto dalla fiera Flashback, inaugura con un manifesto realizzato per l’occasione da Raffaele Fiorella (Barletta 1979) ispirandosi alle Operette morali di Giacomo Leopardi – il testo e la figura che danno non il tema ma il tono, il mood, l’atmosfera generale ai lavori di quest’anno.
In particolare, l’opera è liberamente tratta dal Dialogo di Torquato Tasso e del suo Genio familiare, una delle più affascinanti e straniate tra le “prosette satiriche” di Leopardi. Tasso, rinchiuso in prigione, parla con il Genio (proiezione immaginaria, allucinatoria di se stesso), e in una sorta di sogno nel sogno fantastica di Eleonora D’Este, la donna amata e sorella del Duca di Ferrara Alfonso II, che diventa una sorta di proiezione-protezione contro la sofferenza, le “sciagure” e la durezza della realtà umana: “Ogni volta che ella mi torna alla mente, mi nasce un brivido di gioia, che dalla cima del capo mi si stende fino all’ultima punta de’ piedi; e non resta in me nervo né vena che non sia scossa. Talora, pensando a lei, mi si ravvivano nell’animo certe immagini e certi affetti, tali, che per quel poco tempo, mi pare di essere ancora quello stesso Torquato che fui prima di aver fatto esperienza delle sciagure e degli uomini, e che ora io piango tante volte per morto.”
Questa storia delicata e folle viene reinterpretata da Fiorella attraverso un’immagine immediata e a più livelli, evanescente, in grado di combinare e fondere grafica, linguaggio pubblicitario, poesia e arte contemporanea. In occasione dell’inaugurazione, il poster verrà “animato” dall’autore nel corso della serata attraverso un video mapping.

Dal 31 maggio al 13 novembre 2017
OPERA VIVA BARRIERA DI MILANO
Un progetto di Alessandro Bulgini
A cura di Christian Caliandro
Promosso e sostenuto da FLASHBACK_L’Arte è tutta Contemporanea_

INAUGURAZIONE e video mapping:
31 maggio 2017 ore 21.30
Artista: Raffaella Fiorella
Piazza Giovanni Bottesini, 10154 Torino TO, Italia

NOTTI DELLE ARTI CONTEMPORANEE / CONTEMPORARY ARTS NIGHT

NOTTI DELLE ARTI CONTEMPORANEE /  CONTEMPORARY ARTS NIGHT

TORINO
SABATO 5 NOVEMBRE
ORE 21 – 24 /
SATURDAY 5 NOVEMBER
9 PM – 12 AM

Apertura notturna straordinaria di gallerie, musei, fondazioni, istituzioni d’arte e spazi inconsueti di Torino /
Extraordinary night opening of galleries, museums, foundations and unusual spaces in the city

GALLERIE / GALLERIES
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GALLERIA GIAMBLANCO
Via Giovanni Giolitti 39

GALLERIA ROCCATRE
Via della Rocca 3B
Incisi
Mario Surbone

LIBRERIA ANTIQUARIA IL CARTIGLIO
Via Po 32

GALLERIA DEL PONTE
Corso Moncalieri 3
Umberto Mastroianni
Una selezione di opere dello scultore Umberto Mastroianni

SCHREIBER COLLEZIONI
Via della Rocca 29
Terrecotte per l’Eternità

BIASUTTI & BIASUTTI
Via Bonafous 7/L
Oggetti e Immagini
Piero Livio

GALLERIA ZABERT
Piazza Cavour 10
Luce
Karoline Amaury

Flashback_video 2016. BT 915LB Video Art Project


Flashback_Video

BT 915LB Video Art Project
by fannidada

3 – 6 novembre 2016 ore 17 – 20
@Pala Alpitour_outdoor | Torino

FLASHBACK 2016 presenta, per la sua sezione dedicata al video, il progetto BT 915LB curato da fannidada.

Il progetto, che prende il nome dalla targa del mezzo che lo “ospita”, rientra a pieno titolo nella visione sincretica di FLASHBACK e conferma la volontà, chiaramente evidenziata con il progetto OPERA VIVA, di portare l’arte al di fuori degli spazi deputati. fannidada dopo aver selezionato e montato i video di diversi autori proietterà il montato “in e su” questa installazione viaggiante. Dopo i giorni di FLASHBACK, BT 915LB Video Art Project, partirà per portare l’arte … ovunque.

BT 915LB Video Art Project nasce dalla lettura di una frase di Gilbert & George che si conclude con queste parole: “… all the world is an art gallery”. Portare l’arte ovunque è sempre stata un po’ la nostra idea che con questo progetto raggiunge una nuova epifania: mettere quattro ruote a disposizione dell’arte. Ma quale forma d’arte? Il video ci è sembrato il mezzo più consono, non solo perché è il nostro medium di elezione, ma anche perché racchiude in sé una molteplicità di forme espressive e l’immediatezza di comunicazione propria dei linguaggi contemporanei. Con uno schermo per videoproiezioni montato sul tetto di un furgone porteremo una “rivoluzione” in spazi pubblici dove l’arte sembra sconosciuta”.

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fannidada (Fanni Iseppon & Davide Giaccone) sono una coppia di videoartisti torinesi la cui ricerca è focalizzata non solo sulle immagini video ma anche sul segnale elettrico che le genera. Infatti, oltre alla videocamera utilizzano come medium la corrente elettrica che trasporta le immagini e, prima che questa giunga allo schermo, viene di volta in volta “filtrata” attraverso elementi diversi. Si crea così una simbiosi tra elemento ed immagine che tenta di recuperare la matericità della realtà raffigurata elettronicamente caricandola di ulteriori significati. fannidada contaminano i loro video con azioni performative, installazioni, performances teatrali e collages video. Per oltre tre anni hanno condotto nel loro studio una serie di incontri/confronti sull’arte dal titolo “Davanti a un fiume in piena”.

Flashback_talk 2016. nuovi sincretismi

 

Flashback_talk

Raggiungono la IV edizione i Talk di FLASHBACK che hanno come caratteristica principale la diacronia, gli incontri tendono a esaminare gli argomenti nel loro succedersi e trasformarsi nel corso del tempo, le tematiche sono state dunque prese in considerazione secondo una prospettiva dinamica e in divenire. Particolare attenzione quest’anno è stata riservata all’esame delle arti visive inserite nella loro contemporaneità, tenendo conto di tutti i fattori concomitanti quali quello etico, sociologico, filosofico, antropologico che concorrono a legare ciascun attore al proprio presente.

Giorni e orari dei FLASHBACK_ talks:

giovedì 3 novembre 2016 ore 15

SCOPERTE E RISCOPERTE
Fausto Casi (direttore Museo dei mezzi di Comunicazione di Arezzo) “Un astrolabio planisferico di Jean Fusoris”; Simone Baiocco (storico dell’Arte Conservatore per il Medioevo e il Rinascimento di Palazzo Madama), Arabella Cifani e Carlotta Venegoni (storici dell’arte ) “Un inedito frammento di un polittico dalla Savoia di Defendente Ferrari e i Magistri Pictores”;Arabella Cifani e Carlotta Venegoni (storici dell’arte) “Raro dipinto inedito di Pietro Alessandro Trono”;Vittorio Natale (storico dell’arte) “Un’inedita tavola pavese del 1481 e la ricomposizione del polittico della Crocifissione del Museo Bagatti Valsecchi di Milano”;Marina Dell’Omo (storico dell’arte)“Progetto di affresco per un soffitto di Palazzo Barolo”

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giovedì 3 novembre 2016 ore 17

MASCHERE D’AFRICA. L’anima dell’arte africana
Anna Alberghino e Bruno Albertino, sono entrambi medici, esperti e collezionisti di arte africana da più di vent’anni. Viaggiatori appassionati comprano le loro opere esclusivamente “sul campo”, ad oggi hanno setacciato quasi ogni paese africano. Hanno pubblicato diversi libri sull’argomento.
Bruno Albertino, Anna Alberghina, Edmondo Bertaina

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 – sabato 5 novembre 2016 ore 17

LE POTENZIALITA’ DELLA CULTURA: si può parlare di Welfare Culturale? L’esperienza di Opera Viva Barriera di Milano e Housing Giulia.
delle arti in contesti di fragilità accende nuove energie, fondamentali per percorsi di autonomia e dignità.  Torino ha una profonda e ampia storia di pratiche eccellenti.
Andrea Biondello (direttore Housing Giulia), Alessandro Bulgini (artista), Christian Caliandro (storico e critico d’arte), Saul Melman (artista e medico), Aryan Ozmaei (artista), Catterina Seia (Vicepresidente Fondazione Fitzcarraldo)

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 – sabato 5 novembre 2016 ore 17

PRESENTAZIONE DEL NUOVO GIORNALE “GRANDI MOSTRE”
Artribune si amplia ancora in direzione di un ambito oggi pressoché sguarnito nel panorama informativo italiano: per le sollecitazioni di lettori, partner, clienti, inserzionisti, e per la volontà di offrire una lettura delle dinamiche artistiche e culturali sempre più completa, esauriente e qualitativamente adeguata. Nasce dunque Grandi Mostre, un nuovo prodotto editoriale dedicato agli eventi espositivi di maggiore richiamo, con particolare focus su arte moderna e antica.
Insieme a Massimiliano Tonelli, direttore Artribune e Massimo Mattioli, coordinatore editoriale, ne hanno parlato Daniela Ferretti, direttrice di Palazzo Fortuny a Venezia e Enrica Pagella, direttrice dei Musei Reali di Torino.

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ORARI


  • Giovedì 3 novembre 2016 ore 17
  • Venerdì 4 novembre 2016 ore 17
  • Sabato 5 novembre 2016 ore 17
  • Domenica 6 novembre ore 15.30

PRENOTAZIONI info@flashback.to.it

Il progetto promuove, attraverso la narrazione, la sensibilizzazione e il coinvolgimento diretto e attivo del pubblico; una chiave innovativa di avvicinamento e di stimolo del senso critico volto a incrementare l’interesse e l’attenzione verso l’arte con le sue accezioni culturali, politiche ed economiche. Le visite guidate, scegliendo specifiche opere, artisti o linguaggi espressivi, costruiscono un’interazione breve e immediata, veri e propri Flashback su storia e curiosità suggerite dalle opere in mostra. I partecipanti sono chiamati a costruire la propria digital gallery di opere da condividere sui social.

 

 

 

Flashback_lab 2016. saving the beauty. collezioni di bellezza

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SAVING THE BEAUTY. Collezioni di Bellezza è il progetto didattico di Atelier Héritage per FLASHBACK 2016, che, ponendosi in continuità con il progetto Barriera è Opera Viva dell’artista Alessandro Bulgini, amplia e racconta l’analoga campagna portata avanti nel quartiere torinese di Barriera di Milano a partire da aprile 2016. Il laboratorio coinvolgerà, in prima istanza, le scuole di Barriera di Milano, attraverso percorsi di visita alla
quarta edizione e atelier didattici, sul tema della conservazione della Bellezza e del collezionismo come gesto di raccolta e custodia dell’opera, dalla scala artistica a quella urbana. Una riflessione che, partendo dalla storia della collezione d’arte, si attualizza richiamando Reporting from the Front e Taking care, questioni aperte alla 15° Mostra Internazionale di Architettura di Venezia: i bambini e i ragazzi, che portano nel toponimo del quartiere il loro vivere sul confine, saranno chiamati a confrontarsi e riconoscere elementi di bellezza del contesto urbano in cui vivono, spazio pubblico primo di cui prendersi cura. Nelle giornate conclusive di sabato e domenica, i laboratori saranno aperti al pubblico su prenotazione e diventeranno un’occasione per costruire la propria collezione di Bellezza, con inediti elementi urbani.

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SAVING THE BEAUTY. Collezioni di Bellezza.

SAVING THE BEAUTY. Collezioni di Bellezza. School
GIOVEDÌ 3 NOVEMBRE/ VENERDÌ 4 NOVEMBRE

  • Ore 11.30 – Visita alle collezioni e laboratorio didattico
  • Ore 14.00 – Visita alle collezioni e laboratorio didattico

SAVING THE BEAUTY. Collezioni di Bellezza. Family
SABATO 5 NOVEMBRE

  • Ore 11.30 – Visita alle collezioni e laboratorio didattico
  • Ore 15.30 – Visita alle collezioni e laboratorio didattico

DOMENICA 6 NOVEMBRE

  • Ore 15.30 – Visita alle collezioni e laboratorio didattico

PRENOTAZIONI –  info@flashback.to.it

FLASHBACK 2016 | nuovo sincretismo


FLASHBACK 2016

l’arte è tutta contemporanea
IV edizione | Il nuovo sincretismo
3 – 6 novembre 2016 | Pala Alpitour | Torino

Il programma della IV edizione propone una riflessione sul NUOVO SINCRETISMO ovvero l’incontro fra culture ed epoche diverse, che genera mescolanze, interazioni e fusioni fra elementi culturali eterogenei che si verificano soprattutto in seguito a grandi migrazioni di popoli o a espansioni egemoniche. Essendo FLASHBACK una manifestazione che si relaziona con la contemporaneità non può non cogliere gli stimoli che l’attualità fornisce quotidianamente e dunque assume il sincretismo come parola-chiave per capire la trasformazione che sta avvenendo in quel processo di globalizzazione e localizzazione che coinvolge, sconvolge e travolge i tradizionali modi di produrre cultura, consumo, comunicazione. Così la cultura non è più vista come qualcosa di unitario, che compatta e lega tra loro individui, sessi, gruppi, classi, etnie: bensì è qualcosa di molto più plurale, decentrato, frammentato e anche conflittuale. Sincretismo dunque come progetto antropologico: ovvero come un mix di codici che ricombinando le differenze artistiche, sociali, etniche ne mostrano la vera ricchezza. La parola chiave di questa IV edizione di FLASHBACK e del suo ricco programma culturale è dunque NUOVO SINCRETIMO. Attraverso talk, mostre, videoproiezioni e performance musicali si svilupperà la riflessione sulla differenza e la contaminazione come risorsa ed arricchimento.

OPERA VIVA BARRIERA DI MILANO 2016 – Il secolo bravo | Andrea Mastrovito

 

OPERA VIVA BARRIERA DI MILANO

presenta

ANDREA MASTROVITO | Il Secolo Bravo
29 giugno – 27 luglio 2016

un progetto di Alessandro Bulgini
a cura di Christian Caliandro
rotatoria di piazza Bottesini
Barriera di Milano, Torino

 

Mastrovito

 

Dal 29 giugno prende il via il secondo appuntamento del progetto OPERA VIVA BARRIERA DI MILANO, concepito da Alessandro Bulgini con la curatela di Christian Caliandro, per il quartiere torinese Barriera di Milano, zona dall’intricata storia di immigrazioni e industria e con una popolazione particolarmente eterogenea e portatrice di grandi differenze culturali.

L’artista scelto per occupare nel mese di luglio lo spazio pubblicitario di tre metri per sei nella rotatoria di piazza Bottesini è Andrea Mastrovito, artista italiano che vive e lavora a New York ed ha esposto nei maggiori musei in Italia e all’estero tra i quali il MAXXI di Roma il Museo del Novecento di Milano, il MART di Rovereto e il Pecci di Prato, ill BPS 22 di Charleroi, laManchester Art Gallery dal MUDAC di Losanna e il MAD di New York.

Il lavoro di Mastrovito è particolarmente in sintonia con il progetto OPERA VIVA concentrandosi sul continuo scambio tra pubblico e privato e operando con la reinvenzione degli spazi espositivi. L’immagine che campeggerà per un mese nella rotatoria di piazza Bottesini è un’opera essenziale, asciutta, secca; Il secolo Bravo colpisce per il suo aspetto da cinema e da fumetto spaghetti-western (sottolineato anche dal titolo): un genere profondamente incistato nell’immaginario culturale italiano e parte integrante della nostra identità artistica. Il disegno di Mastrovito attinge con grande maestria e consapevolezza a tutto questo, e spinge in là il confine. La statua che viene sollevata (da un argano, da una gru), e che viene inseguita da cavalli senza cavaliere e da cavalieri senza testa, è una metafora potente che riguarda la società e la sua evoluzione in questi anni. Come afferma l’artista: “la statua che viene sollevata (e inseguita) è un simbolo che ben si adatta all’idea della piazza, del leader, della massa e dell’assenza odierna di un pensiero forte.”

L’arte e il movimento escono dall’opera e irrompono nella vita di tutti i giorni; grazie alla mutabilità e alla transitorietà di cui sono dotate le opere degli artisti di OPERA VIVA – Zanbagh Lotfi (31 maggio – 27 giugno), Andrea Mastrovito (29 giugno – 27 luglio), Saul Melman (31 luglio – 30 agosto), Aryan Ozmaei  (2 – 30 settembre), Gian Maria Tosatti (1 – 29 ottobre), Alessandro Bulgini  (30 ottobre – 13 novembre) parlano al quartiere e con il quartiere, diventando reali esempi di arte pubblica.

Con la promozione di OPERA VIVA BARRIERA DI MILANO, a pochi mesi dalla IV edizione della fiera, FLASHBACK conferma la propria volontà di porsi come momento di riflessione culturale che non può prescindere dal contesto contemporaneo. E per questo sposa la filosofia del curatore Christian Caliandro secondo il quale “Chiudere l’arte e la cultura in luoghi istituzionali, segregarla all’interno di recinti non è mai stata un’opzione salutare, democratica, intelligente: meno che mai in questo momento storico… L’arte deve inoltrarsi nella realtà, muoversi costantemente in essa, aiutare e trasformare la vita delle persone.  Il progetto “Opera Viva Barriera di Milano” si propone così di costruire – con opere diverse mese per mese – una dimensione altra e di riunire tutte queste dimensioni in una visione coerente e in un dialogo attivo con il quartiere.”

ANDREA MASTROVITO | Il Secolo Bravo
29 giugno – 27 luglio 2016

OPERA VIVA BARRIERA DI MILANO
un progetto di Alessandro Bulgini
a cura di Christian Caliandro
con il sostegno di FLASHBACK / L’arte è tutta contemporanea
rotatoria di piazza Bottesini
Barriera di Milano, Torino

Flashback_exhibition 2014. Alessandro Bulgini. Labirinto

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Alessandro Bulgini | Labirinto
delle geometrie complicate mie e di Angelo Froglia | 2014

 ” … è questo venerdì d’ottobre – Vedi Sandro cosa significa aver voglia di comunicare? Significa vederti correre con bicchieri e vassoi per tutta la sala e sopperire al bisogno di parlarti, di farti sentire quanto vorrei gridarti, scrivendo. Ma è così sempre? E’ così per tutti? No, Sandro, non è così, è con te che voglio parlare, il resto è gregge. Ci sono 2 persone sole che contano nella mia vita : Niky e tu, Niky è stata e resta importante, tu, tu rappresenti moltissimo, tu sei il mio referente, tu sei colui con il quale posso comunicare, i nostri lavori, situati vicino dialogheranno._ Non hanno bisogno di noi per farlo_E’ così, checchè tu ne pensi. Sono felice di averti incontrato “socio”, felice della stessa felicità che ha legato Braque a Picasso… in gamba, noi ce la faremo.  Angelo”. Livorno, ottobre 1992.

In occasione di FLASHBACK 2014, la metafora del Labirinto viene rappresentata da Alessandro Bulgini attraverso un’installazione concepita come una casa. Due ingressi simmetrici, due ambienti speculari, due stanze identiche, due “luoghi comuni”; spazi standardizzati e privi di tensioni, creati a rappresentazione del comune modo di essere e pensare.

Poi, come nel Labirinto ci vien chiesto di fare delle scelte: tornare indietro e dunque uscire o verificare altre vie?

L’ Eretico, dal greco colui che sceglie, procede e, libero dai preconcetti, trova  e sceglie una strada diversa, la scelta sta alla curiosità, l’attraversamento alla necessità. Un passaggio ci porta nello spazio intimo e segreto di ciascuno di noi, quello spazio dove finalmente comunicare liberi da vincoli. Qui nella “stanza dei segreti” le relazioni sono prive di sovrastrutture, questo spazio privato fuori dal tempo è un luogo di contatto diretto e di comunità d’intenti.

Bulgini e Froglia si ritrovano in questo spazio segreto.

Angelo Froglia nel 1984 destabilizza la critica d’arte creando le false teste di Modigliani. Da 30 anni il sistema dell’arte nasconde questa operazione concettuale che mette in discussione tutto il sistema della critica minandone le fondamenta.

Il manifesto originale della mostra “Modigliani – Gli anni della scultura” inaugurata nel 1984 e vidimato dal servizio affissioni del Comune di Livorno, dialoga con uno dei quadri neri di Bulgini, della serie Hairetikos. In entrambe le opere coesistono due dimensioni. Una prima lettura semplice ma ingannevole, una seconda visibile solo se si approfondisce. Entrambe le opere mettono in crisi il sistema di comunicazione.

Froglia adopera il bisturi dell’artista intervenendo lì dove leggenda e storia s’incrociano, egli non realizza dei falsi ma anzi fornisce gli strumenti necessari alla critica per capire l’inganno.

La critica si ferma però a una prima lettura, semplice ma ingannevole.

Bulgini a sua volta ci mostra i suoi apparenti monocromi, inutili perché anacronistici. Opere che in prima lettura riflettono lo spettatore in modo autoreferenziale, ma tramite una più attenta analisi anch’egli fornisce gli strumenti d’indagine per attraversare la superficie e arrivare al di là dell’inganno.

Entrambe le opere dunque, potenziandosi l’una con l’altra, parlano dell’incapacità di vedere. Si palesano a chi sa e vuole vedere.

Hairetikos è il titolo del ciclo di lavori di Alessandro Bulgini dal 2001, performances, quadri, fotografie e installazioni, strumenti diversi, atti di opposizione ad una verità ritenuta assoluta, tentativi di indicare qualcosa al di là del visibile. Opere che con differenti modalità parlano della lateralità, di ciò che è altro, diverso, di ciò e di chi è altrove e della possibilità di vedere.