OPEN CALL – Opera Viva Barriera di Milano 2018

Per la sua IV edizione il progetto Opera Viva Barriera di Milano, ideato dall’artista Alessandro Bulgini e curato dallo storico dell’arte Christian Caliandro, prevede la selezione di nr. 3 artisti attraverso Bando.

Il Bando è scaricabile al seguente link.

Le domande resteranno aperte dall’ 11 marzo all’11 maggio 2018. Gli artisti saranno selezionati da una giuria specializzata composta da artisti, critici e giornalisti.

Per qualsiasi informazione scrivere a: operaviva@flashback.to.it

 

 

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Flashback_specialproject 2017. Opera Viva in mostra

LA MOSTRA A FLASHBACK 2017

OPERA VIVA BARRIERA DI MILANO, parte seconda, operette morali
un progetto di Alessandro Bulgini
a cura di Christian Caliandro
artisti: Raffaele Fiorella, Calixto Ramirez, Cristiano De Gaetano, Fabrizio Bellomo, Roxy in the Box, Alessandro Bulgini

Nel 2013 nasce il progetto FLASHBACK è Opera Viva con il quale l’artista Alessandro Bulgini dichiara la manifestazione e tutti i capolavori presentati Opera Viva. Nel 2014 Opera Viva lascia gli spazi dell’arte per inoltrarsi anche in periferia con Opera Viva Barriera di Milano che, con la curatela di Christian Caliandro, segna il countdown alla fiera.

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Il progetto “Opera Viva Barriera di Milano” si sviluppa attorno a un’idea precisa della relazione tra arte e spazio pubblico, e della funzione di un’opera all’interno di un contesto e di una comunità urbana. Attraverso questa operazione lunga sei mesi, la fiera collega zone diverse della città di Torino e zone temporali differenti (l’antico, il moderno, il contemporaneo nel suo farsi): nella convinzione che l’arte debba uscire dagli spazi istituzionali, scendere per strada, inoltrarsi nella realtà, muoversi costantemente in essa, integrarsi felicemente nella dimensione dell’esistenza quotidiana.

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Un manifesto, dunque, di tre metri per sei nella rotonda di Piazza Bottesini nel cuore di Barriera di Milano, uno dei quartieri torinesi più interessanti e ricchi di storie, di identità e di futuro; sei artisti, diversi tra di loro per formazione e stile, ma accomunati da un approccio originale e innovativo alla pratica artistica. Artisti che hanno presentato, mese dopo mese, opere che si traducono in un manifesto simil-pubblicitario il quale nega il linguaggio della pubblicità nel momento stesso in cui lo usa; e che trasformano gli spettatori – residenti, visitatori, automobilisti, passanti, curiosi – in esploratori di un’altra dimensione, di una zona che a sua volta funziona secondo le regole e i valori di un mondo sconosciuto.

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Quest’anno il progetto era liberamente ispirata alle Operette morali (1827) di Giacomo Leopardi, libro strutturalmente indefinibile e inafferrabile, frutto della fusione e della collisione tra satira, prosa poetica, critica sociale, filosofia e autobiografia. Così, Leopardi si connette idealmente al Philip K. Dick di In senso inverso (1967), nel segno di una differente percezione della storia e della memoria artistica: il tempo comincia a scorrere all’indietro riportando in vita ciò che era morto e sepolto.

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Il contemporaneo autentico consiste nel collasso delle dimensioni temporali; l’arte serve a ridefinire noi stessi, a riconfigurare la nostra identità, a costruire la memoria di chi siamo stati e soprattutto di chi potremo essere. Non è una ricerca archeologica nel nostro passato (prossimo o lontano), ma la consapevolezza di quanto questo sia parte integrante e viva del nostro spazio di esistenza.

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Il manifesto vuole essere un assaggio di tutto questo: è una finestra, e al tempo stesso un’intercapedine. Un interstizio che ci aiuta a intravedere ciò che è stato, e ciò che verrà. Per Flashback i sei manifesti, insieme a tutti i frammenti di vita raccolti, sono riuniti in un’unica mostra per raccontare questa finestra aperta sul mondo e per il mondo.

 

Alessandro Bulgini. Viaggiatori in transito a “Porta Fortuna”, 2017

Viaggiatori armati di valigia hanno inaugurato il 18 ottobre l’opera “Porta Fortuna” pensata dall’artista ideatore di Opera Viva per chiudere la rassegna a Barriera di Milano. Anche i piccoli critici d’arte che frequentano i laboratori di Atelier Héritage sono andati a vedere di che si tratta, e ci hanno già inviato le foto della gita!
Sarà possibile varcare la soglia della buona sorte alla rotonda di piazza Bottesini, Torino, fino al 15 novembre 2017. Cosa aspettate?

Alessandro Bulgini Porta Fortuna, Opera Viva Barriera di Milano

 

OPERA VIVA BARRIERA DI MILANO 2017. Alessandro Bulgini

OPERA VIVA BARRIERA DI MILANO // parte seconda // operette morali

presenta
Alessandro Bulgini
Porta Fortuna (2017)
18 ottobre – 15 novembre 2017
Piazza Bottesini, Torino

bulgini

Alessandro Bulgini chiude con Porta Fortuna la serie di OPERA VIVA BARRIERA DI MILANO, il progetto artistico di sua ideazione e con la curatela di Christina Caliandro che ci ha traghettato dal mese di maggio all’inizio di FLASHBACK, la fiera d’arte antica e moderna che dal 2 al 5 novembre sarà al Pala Alpitour.

Una stazione nuova, forse fittizia e illusoria, forse no, attende viaggiatori, visitatori e residenti: a Porta Nuova e Porta Susa – accessi privilegiati al centro luccicante della città – si aggiunge questa “Porta Fortuna”, che immette in Barriera, in un mondo affascinante, misterioso e sorprendente. A patto di essere completamente aperti, disponibili e ricettivi.

Per l’ultimo appuntamento della seconda edizione di Opera Viva Barriera di Milano, che ci accompagna direttamente ai giorni della fiera Flashback, Alessandro Bulgini con un gesto piccolo e umile trasforma il manifesto di tre metri per sei nella rotonda di piazza Bottesini in un luogo di arrivi e di partenze, un luogo di immaginario e immaginazione, di accoglienza e di condivisione. Un luogo dove con ogni probabilità non valgono le regole del “fuori”, e in cui regna un sistema di valori alternativo rispetto a quello oggi comunemente in voga.

Una sorta di eterotopia, che disegna e prospetta una forma di vita diversa.

C’è sicuramente dell’ironia in questo gesto, in questo cartellone convertito in un gigantesco segnale che indica qualcosa che-prima-non-esisteva: non è però della specie cinica, facile e disinteressata, che coltiva una forma di compiaciuta distanza dalla realtà; è un’ironia sana, totalmente incantata, impegnata nella ridefinizione del senso e dell’uso. Così il manifesto, che per cinque mesi è stato una finestra sull’altrove, su una dimensione di poesia e di riflessione liberamente ispirata al Leopardi delle Operette morali (libro strutturalmente indefinibile e inafferrabile, fondamento eretico e eterodosso della letteratura e del pensiero italiani) si converte in qualcosa che in qualche strano modo esce fuori di sé, fuori della sua forma, si protende verso qualcos’altro che prende corpo e sostanza nella nostra mente. L’impalcatura è l’ingresso, la stazione è il giardino: l’edificio non c’è, perché l’edificio siamo noi, è una comunità costantemente mobile e mutevole, fatta di tutti quelli che nel quartiere vivono e che il quartiere attraversano, di tutti quelli che giorno per giorno vogliono e vorranno costruire e ricostruire un’identità che non è data una volta per tutte, perché si articola attorno al concetto e alla pratica di relazione.

E, per questo, perché ciò si avveri, è sicuramente necessaria parecchia fortuna.

 

OPERA VIVA BARRIERA DI MILANO // parte seconda // operette morali

Un progetto di Alessandro Bulgini
A cura di Christian Caliandro
Promosso e sostenuto da FLASHBACK_L’Arte è tutta Contemporanea_

FLASHBACK – L’Arte è tutta contemporanea, V edizione
Direzione: Stefania Poddighe e Ginevra Pucci
Sede: Pala Alpitour | Isozaki
Ingresso: corso Sebastopoli 123  – PIAZZA D’ARMI | Torino | Italia
Anteprima stampa: mercoledì 1 novembre 2017 ore 11 – 13
Anteprima: mercoledì 1 novembre 2017 ore 16 (solo su invito)
Inaugurazione: mercoledì 1 novembre 2017 ore 18 (solo su invito)
Apertura al pubblico: da giovedì 2 novembre a domenica 5 novembre 2017 | ore 11 – 20

Ufficio Stampa Emanuela Bernascone
011 19714998/999 – 335 256829
info@emanuelabernascone.com
http://www.emanuelabernascone.com

Roxy in the Box. “Martiri” a Barriera di Milano

Roxy in the Box // “Martiri” a Barriera di Milano

Bellissima inaugurazione con l’artista Roxy in the Box. La manifestazione ha raccolto l’interesse del quartiere e l’analisi de La Stampa, con l’articolo Opera viva, etichetta pop sopra un disagio vero. Eccone un estratto:

“Il poster sfrutta il logo del vero Martini ed evoca echi di Quarto stato, anche se a volte basterebbe averne uno e la «vascio art», come l’ha etichettata l’artista, si pianta proprio lì dove serve denunciare, magari pure strillare, però in sano stile melodramma: colori, voci, eccesso e non prendiamoci troppo sul serio. Ora però l’arte nata nei bassi napoletani deve trovare posto a Torino dove non c’è l’abitudine di condividere il mondo sulla porta di casa: «È il bello di questa nazione, scoprire che poi io magari un giorno ho voglia di stare chiusa nel mio appartamento e quello dopo un torinese se ne sta beato in mezzo alla via. Non siamo poi così diversi come vogliono farci credere». La vascio art è nata per mischiare Marina Abramovic e le signore dei quartieri spagnoli, generi inconciliabili buttati davanti allo stesso ingresso, che è poi una sintesi della filosofia di Flashback, la fiera che sostiene Opera Viva”.

inaugurazione

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OPERA VIVA BARRIERA DI MILANO 2017. Roxy in the Box

OPERA VIVA BARRIERA DI MILANO // parte seconda // operette morali

presenta
Roxy in the Box
Martiri (2017)
27 settembre – 25 ottobre  2017
Piazza Bottesini, Torino

manifesto di Martiri

La quinta artista scelta dal curatore Christian Caliandro per Opera Viva Barriera di Milano, il progetto artistico ideato da Alessandro Bulgini e sostenuto da FLASHBACK, è Roxy in the box con l’opera Martiri (2017)

L’opera di Roxy in the Box, autrice del quinto manifesto 6 metri per 3 in Piazza Bottesini in Barriera di Milano, da anni si sviluppa naturalmente nello spazio pubblico della città: dai vicoli della sua Napoli con la strepitosa “Vascio Art” al più recente progetto realizzato per la Kunsthalle di Osnabrück, l’artista sta portando avanti un’idea di arte completamente aperta alla realtà e al suo divenire, allo spazio della vita e dell’incontro. Un’arte dunque spontaneamente tesa a fuoriuscire dai recinti convenzionali, per incontrare la gente e fondersi empaticamente con il mondo: un’arte consapevolmente e felicemente pop, che esiste nella relazione umana e che ci invita costantemente a uscire dalle nostre rispettive comfort zones.

La pratica di Roxy è dunque perfettamente in linea con la filosofia che informa il progetto promosso da Flashback, volto ad avvicinare l’arte alle persone, ad annullare le distanze spaziali, temporali e comunicative, e a trasformare questo cartellone di tre metri per sei in una finestra su un altrove in cui il senso molto spesso distorto e rimosso nella nostra società diventa più chiaro, poetico.

Il manifesto realizzato per l’occasione, riprendendo un suo celebre détournement di uno dei più famosi marchi italiani, raduna storie e persone di epoche diverse, con percorsi e storie differenti, in un’immagine che è il modello di una forma di vita concreta e possibile: un messaggio di fraternità e di disponibilità scevro di ogni retorica e carico invece di futuro (un messaggio su cui aleggia benevolo il Leopardi “napoletano” de La Ginestra).

Un annuncio di ciò che verrà – di ciò che già è.

Tra le maggiori esposizioni di Roxy in the box “La Sposa Madre” al Museo Cappella Sansevero, “Acthung! Acthung! “All’Ex-Gil di Roma a cura di Micol di Veroli e Barbara Collevecchio, “L’Impresa dell’Arte” al museo Pan di Napoli a cura di Julia Draganovic, “N.EST 2.0 the making of the city/disegna la tua città” al museo Madre di Napoli, “Arredo Palazzo Italia”, a cura della Farnesina a Belgrado , “Cow Parade” in Piazza della Signoria a Firenze. Roxy in the box ha collaborato attivamente allo start up del format “Snack di valori” a cura della videometrò Napoli. Nel 2008 a seguito di un premio vinto alla Seagate creative Fund il regista Massimo Andrei ha diretto il documentario “Schiaffilife” vita e opere di Roxy in the box, presentato in anteprima ad Artecinema a cura di Laura Trisorio, nonché vincitore del festival Artecinema di Bergamo. Nel 2010 è nata la collaborazione tra Carpisa e l’artista alla quale è stato commissionato la realizzazione di un manifesto per illustrare il progetto “Green Revolution”. Protagonista assoluta sia nel 2004 di”KItakkat” a cura Di Gianluca Marziani_Galleria Stop.Sistema Creativo _Roma e poi nel 2005 con La “Svernissage” A cura di Antonio Arévalo_Galleria Studio Fontane_Viterbo_testi in catalogo di Vittoria Biasi e Antonio Arévalo. come in  “Message in a bubble”_a cura di Micol di Veroli_Dora Diamanti arte contemporanea_Rome. Sperimentando persino il campo discografico, la ritroviamo in due compilation musicali con la canzone “T’aggià scassà ‘o sanghe”: Madrenalina a cura del museo Madre (progetto di Ciro Cacciola) e Cafè del Friariello prodotto dalla Graf editore e curato dal dj Gianni Simioli. Collabora inoltre con critici e curatori d’arte quali Julia Draganovic, Gianluca Marziani, Antonio Arévalo, Anita Pepe e Micol Di Veroli. Il percorso di Roxy in the box è oggi orientato verso l’investigazione di fotografia e video attraverso azioni performative non-live : vive davanti all’obiettivo come se eseguisse una performance  con taglio tonico e sguardo pittorico e di composizione che non abbandonerà mai. Pronta ancora una volta a svelare ciò che resta inside or outside  the box.

OPERA VIVA BARRIERA DI MILANO // parte seconda // operette morali

Un progetto di Alessandro Bulgini
A cura di Christian Caliandro
Promosso e sostenuto da FLASHBACK_L’Arte è tutta Contemporanea_

Fabrizio Bellomo. Una cartolina dalla Puglia sul finire dell’estate

Tramonto con l’arte in piazza Bottesini ieri sera per OPERA VIVA BARRIERA DI MILANO // parte seconda // operette morali.
“Saluti da Cerignola” di Fabrizio Bellomo
Una cartolina di fine estate targata Flashback!

Saluti da Cerignola

OPERA VIVA BARRIERA DI MILANO 2017. Fabrizio Bellomo

OPERA VIVA BARRIERA DI MILANO // parte seconda // operette morali

presenta
Fabrizio Bellomo
Saluti da Cerignola (2017)
6 – 25 settembre  2017
Piazza Bottesini, Torino

Saluti da Cerignola di Fabrizio Bellomo per Opera Viva e Flashback

Il quarto artista scelto dal curatore Christian Caliandro per Opera Viva Barriera di Milano, il progetto artistico ideato da Alessandro Bulgini e sostenuto da FLASHBACK, è Fabrizio Bellomo, con l’opera Saluti da Cerignola (2017)

Fabrizio Bellomo realizza una cartolina gigante di Cerignola per il manifesto di 3 metri per 6 metri nella rotonda di Piazza Bottesini: il quartiere di Barriera (nato come borgo proletario e operaio) si riunisce dunque per queste settimane con la cittadina pugliese, da cui molte famiglie sono emigrate nel secondo dopoguerra proprio alla volta di Torino e di queste strade, di questi palazzi, di queste piazze. Ancora negli anni Ottanta, gli immigrati in città provenienti dalla sola Cerignola erano circa 35mila, e piazza Foroni – posta accanto alla rotonda di Piazza Bottesini – con il suo mercato era ed è il centro della vita economica e sociale della zona.

La realizzazione del lavoro è stata preceduta da una ricerca condotta sia sul web che presso lo Studio Belviso, il laboratorio fotografico che ha realizzato le cartoline del paese negli ultimi cinquanta-sessant’anni.

Il manifesto consiste dunque nella ricreazione di una cartolina d’epoca, adattata al formato di tre metri per sei: un’immagine composita, che insieme alle immagini della cittadina di Cerignola e al font comprende anche l’edicola sacra con la copia della Madonna di Ripalta di Torino. La leggenda narra che un gruppo di briganti trovò sulla riva alta del fiume Ofanto un pezzo di legno, che decisero di usare come tagliere per la cacciagione: ma al primo colpo di coltello la tavola iniziò a sanguinare, e rivelò la presenza dell’immagine sacra, che da allora è venerata dai cittadini.

In questo modo, la cartolina-manifesto riunisce luoghi lontani ma legati da decenni di storie, viaggi, vicinanze affettive, ricordi, vacanze, ritorni: i novecentotrentadue chilometri che separano Cerignola da Barriera, quasi da un capo all’altro dell’Italia, per un attimo si annullano – e una nuova dimensione spaziotemporale si crea.

L’opera di Bellomo (che usa e orienta con intelligenza la retorica della percezione turistica, che a sua volta genera proiezioni differenti dei luoghi verso l’esterno) funziona un po’ come il Gallo Silvestre delle Operette morali di Leopardi: “Affermano alcuni maestri e scrittori ebrei, che tra il cielo e la terra, o vogliamo dire mezzo nell’uno e mezzo nell’altra, vive un certo gallo salvatico; il quale sta sulla terra coi piedi, e tocca colla cresta e col becco il cielo.”

Ancora una volta, un’“opera viva” fa emergere tratti dell’identità collettiva che a volte vengono rimossi o dati per scontati, ma che sono essenziali per il territorio e la sua comunità. 

OPERA VIVA BARRIERA DI MILANO // Fabrizio Bellomo

Fabrizio Bellomo (1982) è artista, curatore e regista. Porta avanti la sua ricerca in modo ibrido e multidisciplinare. Suoi lavori sono stati esposti in Italia e all’estero in mostre personali e collettive, attraverso progetti pubblici e festival cinematografici. È stato invitato e selezionato da importanti istituzioni a partecipare a progetti e mostre fra cui: plat(t)form 2015 Fotomuseum Winterthur (Zurigo), Double Feature Tirana Art Lab (Tirana), ArtAround MuFoCo Cinisello Balsamo (Milano), 2004-2014 10 anni del museo di fotografia contemporanea Triennale di Milano, Milano un minuto prima Fondazione Forma (Milano), Objet Perdù e Giovane Fotografia di Ricerca in Puglia Fondazione Museo Pino Pascali (Polignano a Mare), Progetto Memoria Fondazione Apulia Film Commission (Bari-Tirana), Videominuto Pop e Byob Museo Pecci (Prato – Milano), Video.it Fondazione Merz (Torino), Camera con Vista – Incontri di Fotografia Gamec (Bergamo), Vegla Ben Ustain public project BJCEM 2017 (Tirana). La sua ultima personale è Villaggio Cavatrulli (Planar Gallery, Bari). Ha collaborato con diversi Comuni e istituzioni per la realizzazione e per la progettazione di opere e operazioni d’arte pubblica fra cui: il Comune di Bari, il Comune di Sesto San Giovanni, il Comune di Casale Monferrato, il Comune di Cursi, il Comune di Lumezzane, con il Politecnico di Milano e con il Falstad Museum in Norvegia, con Maps mobile-archive-on-public-space a Tirana. Suoi lavori fanno parte di collezioni pubbliche e private. Vince numerosi premi fra cui, nel 2012, il Premio Celeste con il video 32 dicembre. Il suo primo film è L’Albero di Trasmissione co-prodotto dall’associazione culturale Amarelarte, Fujifilm Italia e Apulia Film Commission; è stato distribuito da Mymovies.it. Ha partecipato, fra gli altri, al 55° Festival dei Popoli di Firenze e al 34e Cinemed – festival international du cinéma méditerranéen de Montpellier. Ha curato il volume Le persone sono più vere se rappresentate per Postmedia Books, Milano 2014, e pubblicato Io neanche lo vedo più il codice, appunti per un possibile saggio all’interno del volume Generazione Critica 2 per Danilo Montanari editore, Ravenna 2015. Ha inoltre ideato e curato, progetti pubblici (amarelarte 2011) e rassegne video. È interessato al rapporto fra l’uomo e la tecnica, fra l’individuo e la tecnologia; ai cambiamenti antropologici dettati dalla meccanica come dai nuovi media; analizza il contemporaneo in relazione al passato e viceversa. È appena stato pubblicato il suo saggio Meridiani, paralleli e pixel. La griglia come medium ricorrente (Postmedia Books).

OPERA VIVA BARRIERA DI MILANO // parte seconda // operette morali

Un progetto di Alessandro Bulgini
A cura di Christian Caliandro
Promosso e sostenuto da FLASHBACK_L’Arte è tutta Contemporanea_

FLASHBACK – L’Arte è tutta contemporanea, V edizione
Direzione: Stefania Poddighe e Ginevra Pucci
Sede: Pala Alpitour | Isozaki
Ingresso: corso Sebastopoli 123  – PIAZZA D’ARMI | Torino | Italia
Anteprima stampa: mercoledì 1 novembre 2017 ore 11 – 13
Anteprima: mercoledì 1 novembre 2017 ore 16 (solo su invito)
Inaugurazione: mercoledì 1 novembre 2017 ore 18 (solo su invito)
Apertura al pubblico: da giovedì 2 novembre a domenica 5 novembre 2017 | ore 11 – 20

Cristiano De Gaetano. Tra realismo e visione romantica con “Ice Age”

“Ice Age è una canzone dei Joy Division, che tratteggia un ambiente sonoro oscuro, sommerso, struggente, gelido. Come la serie di cui il quadro fa parte. Quest’opera è percorsa dal medesimo realismo pessimista e dalla visione romanticamente cosmica, così come dalla tensione umana e umanistica, che animano le Operette morali”.

Christian Caliandro, curatore di Opera Viva Barriera di Milano

Flashback Torino Opera Viva Barriera di Milano, Cristiano De Gaetano

Flashback Torino Opera Viva Barriera di Milano, Cristiano De Gaetano

OPERA VIVA BARRIERA DI MILANO 2017. Cristiano De Gaetano

OPERA VIVA BARRIERA DI MILANO // parte seconda // operette morali

presenta
Cristiano De Gaetano
Ice Age
26 luglio – 28 agosto 2017
Piazza Bottesini, Torino

Opera Viva Cristiano De Gaetano

Mercoledì 26 luglio alle ore 19 inaugura in piazza Bottesini Cristiano De Gaetano, il terzo artista scelto dal curatore Christian Caliandro per Opera Viva Barriera di Milano, il progetto artistico urbano ideato da Alessandro Bulgini e sostenuto da FLASHBACK

Nella sua fulminante vita e carriera De Gaetano è riuscito a portare avanti e concludere una ricerca all’interno di nuclei tematici precisi: l’identità vissuta ed esperita come continua mutazione; l’identità personale, ancora, scavata ed espansa nel tempo, fino a inglobare parenti, antenati, sconosciuti, immagini e opere d’arte appartenenti ad altre epoche; una memoria “biologica” quindi, una narrazione di ricordi che tende a esorbitare dai suoi confini e ad assumere i contorni di un intero mondo figurativo e simbolico.  Un mondo di frammenti, di scaglie, scorie del tempo passato e futuro, che si dispone e si ricompone sotto i nostri occhi; che sta passando e continua a passare, in perenne transizione. Un mondo convincente e persuasivo, anche a tratti malinconicamente apocalittico.

Sul cartellone di 3 metri per 6 metri in Piazza Bottesini, a partire dal 26 luglio campeggerà l’opera Ice Age, che fa parte di una serie del 2007 realizzata dall’artista tarantino; Ice Age è una canzone dei Joy Division, che tratteggia un ambiente sonoro oscuro, sommerso, struggente, gelido. Come la serie di cui il quadro fa parte. Quest’opera è percorsa dal medesimo realismo pessimista e dalla visione romanticamente cosmica, così come dalla tensione umana e umanistica, che animano le Operette morali.

L’“età del ghiaccio” De Gaetano l’ha intravista e catturata prima degli altri, insieme a pochissimi; l’età del ghiaccio è arrivata, è questa.

Quella di Cristiano De Gaetano è un’opera meravigliosamente circolare e autoconclusa, che continua a pulsare e a interrogarci, a indicare all’arte e alla critica una strada possibile e percorribile. Un approccio – una “disposizione d’animo” – costruito attraverso una relazione costante con la vita, con lo spazio-tempo esistenziale (proprio e degli altri). I suoi lavori funzionano come dispositivi aperti verso direttrici diverse, differenti, alternative della produzione – e della ricezione – artistica del e nel presente. Esattamente quelle che la sequenza di Opera Viva Barriera di Milano tenta di seguire e indicare.

OPERA VIVA BARRIERA DI MILANO // Cristiano De Gaetano

Cristiano De Gaetano (Taranto, 16 agosto 1975 – Martina Franca, 10 maggio 2013) frequenta l’Istituto d’Arte di Grottaglie, partecipando al corso di Ceramica e alle mostre didattiche dell’Istituto per il quale progetta il Manifesto Pubblicitario nel 1995. Durante gli anni dell’Accademia crea gruppi d’artista e si fa riconoscere per l’estro creativo in diverse esposizioni collettive in Puglia, si diploma in pittura nel 2001 all’Accademia di Belle Arti di Bari. Nel percorso di studi intraprende esperienze in campo artistico come fotografo, scenografo ed operatore video, esperienze utili per le successive collaborazioni per progetti speciali come la realizzazione di alcune opere per film o prestigiose riviste. Dopo la sua prima mostra personale (2000) comincia ad esporre in numerose collettive in tutta Italia (Taranto, Bari, Bologna, Milano, Roma) e dal 2006 alle fiere d’arte internazionali di Bologna, Londra, Parigi, Basilea, New York e Miami dove viene acquisito in importanti collezioni. Partecipa a diverse rassegne istituzionali come Il Museo e il suo territorio presso la Fondazione Museo Pino Pascali a Polignano a Mare (Bari) e nel 2011 alla 54° Biennale Di Venezia, Padiglione Italia, Sezione Regione Puglia. Muore a soli 37 anni nel 2013.

OPERA VIVA BARRIERA DI MILANO // parte seconda // operette morali

Un progetto di Alessandro Bulgini
A cura di Christian Caliandro
Promosso e sostenuto da FLASHBACK_L’Arte è tutta Contemporanea_

FLASHBACK – L’Arte è tutta contemporanea, V edizione
Direzione: Stefania Poddighe e Ginevra Pucci
Sede: Pala Alpitour | Isozaki
Ingresso: corso Sebastopoli 123  – PIAZZA D’ARMI | Torino | Italia
Anteprima stampa: mercoledì 1 novembre 2017 ore 11 – 13
Anteprima: mercoledì 1 novembre 2017 ore 16 (solo su invito)
Inaugurazione: mercoledì 1 novembre 2017 ore 18 (solo su invito)
Apertura al pubblico: da giovedì 2 novembre a domenica 5 novembre 2017 | ore 11 – 20

Calixto Ramirez. Inaugurazione bagnata, inaugurazione fortunata

L’inaugurazione di “Tana libera tutti!”, l’opera dell’artista Calixto Ramirez per Opera Viva Barriera di Milano, è stata un successo nonostante la pioggia. Merito degli ombrelli Flashback!

Calixto Ramirez Opera Viva

Calixto Ramirez Opera Viva

 

OPERA VIVA BARRIERA DI MILANO 2017. Calixto Ramirez

OPERA VIVA BARRIERA DI MILANO // parte seconda // operette morali

presenta
Calixto Ramirez
Tana libera tutti!
28 giugno – 26 luglio 2017
Piazza Bottesini, Torino

Opera Viva Calixto Ramirez

Mercoledì 28 giugno alle ore 19 inaugura in piazza Bottesini Calixto Ramirezartista messicano scelto dal curatore Christian Caliandro per Opera Viva Barriera di Milano, il progetto artistico urbano ideato da Alessandro Bulgini e sostenuto da FLASHBACK

La seconda edizione di Opera Viva Barriera di Milano vede dunque sul cartellone 3 metri per 6 metri in Piazza Bottesini, l’opera Tana libera tutti! di Calixto Ramirez. L’artista usa il proprio corpo come metro esclusivo di misurazione e interpretazione della realtà che lo circonda, impiegando mezzi volutamente poveri e scarsi: la sola presenza fisica è alla base di un’opera effimera, transitoria, precaria. L’autore parte non solo dalla presenza umana nello spazio, ma anche dalla sua natura “addomesticata” (alberi, foglie, cortecce, radici, tronchi spezzati), nella quale si immerge e con la quale sembra volersi fondere. Come molta arte significativa del XXI secolo, l’opera di Ramírez sembra consistere in un solo apparentemente paradossale “essere-presenti-scomparendo”: nel combinare cioè una strana forma di presenza con una strana forma di assenza. Un modo al tempo stesso ironico, scanzonato e molto serio, come del resto è nello spirito delle Operette morali di Leopardi che sono lo “spunto” per questa edizione di Opera Viva Barriera di Milano.

Nel 1982, Goffredo Parise scriveva all’interno della sua rubrica Lontano sul Corriere della Sera: “L’arte più pura e perfetta sulla terra è quella living, cioè della vita, dell’apparizione fisica in un determinato momento e mai più” (Lontano, Adelphi 2009, p. 25).  L’arte “della vita”, l’arte vivente, è in grado di catturare il sentimento dell’organico, della crescita costante, dello sviluppo e dell’evoluzione. È questa un’idea e una pratica che alcuni artisti – come Ramirez e gli altri proposti nell’ambito del progetto Opera Viva Barriera di Milano – sembrano percepire e restituire in maniera particolarmente brillante e personale. L’idea, per esempio, che le nostre identità personali e collettive non siano monolitiche, date una volta per tutte e immobili, fisse, determinate, ma soggette a continua mutazione; che anzi l’identità sia questa mutazione, questo movimento. Per non perdere l’identità, occorre quindi sempre essere disposti a fonderla, cederla, ad aprirsi all’Altro e a identificarsi con esso.  Processo che si può compiere solo andando “verso” l’altro, uscendo dai luoghi deputati dell’arte, così come accade con Opera Viva in Barriera, dove l’opera degli artisti è esposta in una piazza e può essere fruita da tutti.

OPERA VIVA BARRIERA DI MILANO // parte seconda // operette morali

Un progetto di Alessandro Bulgini
A cura di Christian Caliandro
Promosso e sostenuto da FLASHBACK_L’Arte è tutta Contemporanea_

FLASHBACK – L’Arte è tutta contemporanea, V edizione
Direzione: Stefania Poddighe e Ginevra Pucci
Sede: Pala Alpitour | Isozaki
Ingresso: corso Sebastopoli 123  – PIAZZA D’ARMI | Torino | Italia
Anteprima stampa: mercoledì 1 novembre 2017 ore 11 – 13
Anteprima: mercoledì 1 novembre 2017 ore 16 (solo su invito)
Inaugurazione: mercoledì 1 novembre 2017 ore 18 (solo su invito)
Apertura al pubblico: da giovedì 2 novembre a domenica 5 novembre 2017 | ore 11 – 20

Raffaele Fiorella. Il manifesto di Piazza Bottesini prende vita grazie al video mapping

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IMMAGINI DEL VIDEOMAPPING

 

OPERA VIVA BARRIERA DI MILANO 2017. Raffaele Fiorella


OPERA VIVA BARRIERA DI MILANO // parte seconda // operette morali

INAUGURAZIONE e video mapping:
31 maggio 2017 ore 21.30
Artista: Raffaella Fiorella
Piazza Giovanni Bottesini, Torino

RAFFAELE FIORELLA

Lo stargate torinese: in piazza Bottesini uno spazio rubato alla pubblicità apre il passaggio a un’altra dimensione

Al via mercoledì 31 maggio la seconda edizione del progetto “Opera Viva Barriera di Milano”, che fino a novembre segnerà le tappe di avvicinamento alla fiera Flashback in programma dal 2 al 5 novembre. Nato da un’idea di Alessandro Bulgini, il progetto artistico curato da Christian Caliandro e sostenuto da Flashback nella prospettiva suggerita dal claim All Art is Contemporary, si sviluppa attorno a un’idea precisa della relazione tra arte contemporanea e spazio pubblico, e della funzione di un’opera all’interno di un contesto e di una comunità urbana. Nella convinzione che l’arte debba uscire dagli spazi istituzionali, scendere per strada, inoltrarsi nella realtà, muoversi costantemente in essa, integrarsi felicemente nella dimensione dell’esistenza quotidiana. E che le nostre città siano prima di tutto esistenze, relazioni umane – non infrastrutture materiali. Del resto, chiudere l’arte e la cultura in luoghi deputati o segregarla all’interno di recinti predeterminati non è mai stata un’opzione salutare, democratica, intelligente: meno che mai in un momento storico come quello attuale.

OPERA VIVA BARRIERA DI MILANO // operette morali

Un manifesto, dunque, di tre metri per sei nella rotonda di Piazza Bottesini nel cuore di Barriera di Milano, uno dei quartieri torinesi più interessanti e ricchi di storie, di identità e di futuro; sei artisti, diversi tra di loro per formazione e stile, ma accomunati da un approccio originale e innovativo alla pratica artistica. L’ispirazione è, per quest’anno, alle Operette morali (1827) di Giacomo Leopardi, il più grande libro della nostra tradizione letteraria proprio perché sfuggente, indefinibile, frutto della fusione e della collisione tra satira, prosa poetica, critica sociale, filosofia e autobiografia. Definite da Giuseppe Montani nel 1828 “musica, musica altamente malinconica, le cui voci tutte si rispondono e recano all’anima la più grave delle impressioni”; e, come scrive Pietro Citati: “Nelle Operette morali ci sono tutti i toni e le forme: il metafisico, il volgare unito al metafisico, il lucianesco, il fantastico-ironico, la farsa, la commedia dell’arte, il patetico, il tragico, il nichilistico, l’assurdo, lo scherno, il disprezzo, l’ilare, l’aereo, il lirico, il sublime, il matematico, il funambolico; e, come diceva Giorgio Manganelli, la disperazione che diventa esattezza e pura gioia intellettuale. In modo sottilissimo, i toni e le forme trapassano gli uni nelle altre.”

OPERA VIVA BARRIERA DI MILANO // cittadini-esploratori

Ecco, questo è il modello ideale per opere come quelle concepite e realizzate dagli artisti invitati per la seconda edizione di Opera Viva Barriera di Milano, che sfuggono al loro statuto di opere; opere che si traducono in un manifesto simil-pubblicitario il quale nega il linguaggio della pubblicità nel momento stesso in cui lo usa; e che trasformano gli spettatori – residenti, visitatori, automobilisti, passanti, curiosi – in esploratori di un’altra dimensione, di una zona che a sua volta funziona secondo le regole e i valori di un mondo sconosciuto.

Il manifesto 3 x 6 è una finestra, e al tempo stesso un’intercapedine. Un interstizio.

OPERA VIVA BARRIERA DI MILANO // Raffaele Fiorella

Il manifesto animato: con Raffaele Fiorella il manifesto di Piazza Bottesini prende vita e diventa realmente opera viva grazie al video mapping.

La seconda edizione di Opera Viva Barriera di Milano, il progetto artistico urbano sostenuto dalla fiera Flashback, inaugura con un manifesto realizzato per l’occasione da Raffaele Fiorella (Barletta 1979) ispirandosi alle Operette morali di Giacomo Leopardi – il testo e la figura che danno non il tema ma il tono, il mood, l’atmosfera generale ai lavori di quest’anno.
In particolare, l’opera è liberamente tratta dal Dialogo di Torquato Tasso e del suo Genio familiare, una delle più affascinanti e straniate tra le “prosette satiriche” di Leopardi. Tasso, rinchiuso in prigione, parla con il Genio (proiezione immaginaria, allucinatoria di se stesso), e in una sorta di sogno nel sogno fantastica di Eleonora D’Este, la donna amata e sorella del Duca di Ferrara Alfonso II, che diventa una sorta di proiezione-protezione contro la sofferenza, le “sciagure” e la durezza della realtà umana: “Ogni volta che ella mi torna alla mente, mi nasce un brivido di gioia, che dalla cima del capo mi si stende fino all’ultima punta de’ piedi; e non resta in me nervo né vena che non sia scossa. Talora, pensando a lei, mi si ravvivano nell’animo certe immagini e certi affetti, tali, che per quel poco tempo, mi pare di essere ancora quello stesso Torquato che fui prima di aver fatto esperienza delle sciagure e degli uomini, e che ora io piango tante volte per morto.”
Questa storia delicata e folle viene reinterpretata da Fiorella attraverso un’immagine immediata e a più livelli, evanescente, in grado di combinare e fondere grafica, linguaggio pubblicitario, poesia e arte contemporanea. In occasione dell’inaugurazione, il poster verrà “animato” dall’autore nel corso della serata attraverso un video mapping.

Dal 31 maggio al 13 novembre 2017
OPERA VIVA BARRIERA DI MILANO
Un progetto di Alessandro Bulgini
A cura di Christian Caliandro
Promosso e sostenuto da FLASHBACK_L’Arte è tutta Contemporanea_

INAUGURAZIONE e video mapping:
31 maggio 2017 ore 21.30
Artista: Raffaella Fiorella
Piazza Giovanni Bottesini, 10154 Torino TO, Italia

Flashback_special project 2016. Opera Viva in mostra


Flashback_Special Project

OPERA VIVA BARRIERA DI MILANO
un progetto di Alessandro Bulgini
a cura di Christian Caliandro

Zanbagh Lotfi • Andrea Mastrovito • Saul Melman • Aryan Ozmaei • Gian Maria Tosatti • Alessandro Bulgini

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Uno spazio pubblicitario di tre metri per sei nella rotatoria di piazza Bottesini in Barriera di Milano a Torino, vicino al mercato rionale e storico di piazza Foroni, ha ospitato per sei mesi (da giugno a novembre 2016) sei artisti nazionali e internazionali appartenenti alle ultime generazioni che con totale libertà di scelta riguardo a forme, contenuti, linguaggi hanno interagito con questo rettangolo e con il suo contesto di riferimento. Il progetto Opera Viva in Barriera di Milano ha così costruito – con opere diverse mese per mese – una dimensione altra, diversa rispetto a quella della quotidianità riunendo tutte queste dimensioni in una visione coerente e in un dialogo attivo con il quartiere. Nella convinzione profonda che le nostre città abbiano bisogno di spazi mentali più che di luoghi fisici da destinare all’arte e alla cultura; e che siano innanzitutto infrastrutture di relazioni umane, molto spesso sommerse e invisibili, da curare e sviluppare. L’opera viva è infatti la parte sotto il pelo dell’acqua sommersa ma necessaria al galleggiamento perché “col proprio volume genera attivamente e continuamente spinte verso l’alto in proporzione all’acqua che sposta galleggiando e navigando.”

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Dopo aver interagito per 6 mesi con la città le opere accolgono il visitatore a FLASHBACK dal 3 al 6 novembre. 12 manifesti in pvc di 4x2mt scandiscono il percorso del visitatore lungo i corridoi esterni fino all’ingresso della manifestazione e, in formato A3, all’interno, a disposizione di tutti per entrare a far parte gratuitamente della propria personale collezione.

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OPERA VIVA BARRIERA DI MILANO, CORSO GIULIO. 2016 – Alessandro Bulgini

ALESSANDRO BULGINI
Opera Viva Barriera di Milano, corso Giulio
19 ottobre – 13 novembre 2016

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OPERA VIVA BARRIERA DI MILANO 2016 – Histoire et Destin – New Men’s Land (Star, 2016) | Gianmaria Tosatti

Gian Maria Tosatti è il quinto e penultimo artista selezionato dal curatore Christian Caliandro per OPERA VIVA BARRIERA DI MILANO, la sua opera comparirà sul manifesto pubblicitario di tre metri per sei nella rotatoria di piazza Bottesini a Torino dal 27 settembre al 17 ottobre.

Tosatti, coerente con la propria ricerca artistica, ha scelto per il cartellone di Barriera di Milano un’immagine realizzata nella Jungle di Calais, ovvero nel campo profughi alla periferia di Calais a pochi metri dal mare e a qualche km in linea d’aria da Inghilterra e Belgio. L’agglomerato raccoglie oggi più di 8000 profughi provenienti da Europa, Asia e Africa che si sono suddivisi il campo in base al proprio Paese di provenienza.

L’opera Histoire et Destin – New Men’s Land interpreta la Jungle come luogo terribile e splendido, coacervo di culture e di destini, punto di incontro e di collasso in cui precipitano gli accadimenti dell’Europa e dell’Occidente, le loro prospettive, e in cui matura il futuro prossimo con le caratteristiche pratiche, i tratti estetici, le funzioni e gli usi; la Jungle dunque come annuncio.

Il lavoro e la riflessione di Tosatti ci conducono così naturalmente al tema portante della prossima edizione di FLASHBACK (3-6 novembre 2016 presso il Pala Alpitour a Torino) ovvero il NUOVO SINCRETISMO, inteso quale progetto antropologico: ovvero come un mix di codici che ricombinando le differenze artistiche, sociali, etniche ne mostrano la vera ricchezza.

Come afferma l’artista stesso: “Quest’opera fa parte del complesso progetto di interventi dedicati alla Jungle di Calais, la prima vera città del XXI secolo, costruita da migranti sulla costa settentrionale della Francia. La presenza di questa paradossale capitale di un mondo libero nel triangolo perfetto fra Londra, Parigi, Bruxelles, capitali del colonialismo rappresenta una spina nel fianco dell’Europa, una interrogazione costante sui fondamenti stessi del moderno ideale europeo costantemente traditi. È qui sulla spiaggia di Calais che continua a naufragare l’Europa, nella sua incapacità di dare risposte agli abitanti della Jungle. Questa rovina spiaggiata proprio nella striscia di spiaggia tra il mare e la Jungle ha le sembianze di una stella naufragata, una delle stelle della bandiera europea.”

Ancora una volta gli artisti invitati per OPERA VIVA IN BARRIERA parlano al quartiere di integrazione avvenuta o meno, di differenze e similitudini, di temi che sono di pressante attualità e vanno affrontati. Con questo spirito hanno esposto per il progetto ideato da Alessandro Bulgini e curato da Christian Caliandro: Zanbagh Lotfi (31 maggio – 27 giugno), Andrea Mastrovito (29 giugno – 27 luglio), Aryan Ozmaei (31 luglio – 30 agosto), Saul Melman (5 – 26 settembre), Gian Maria Tosatti (27 settembre – 16 ottobre), Alessandro Bulgini (20 ottobre – 13 novembre) parlando al quartiere e con il quartiere, diventando reali esempi di arte pubblica.

Con la promozione di OPERA VIVA BARRIERA DI MILANO, a poco più di un mese dalla IV edizione della fiera, FLASHBACK conferma la propria volontà di porsi come momento di riflessione culturale che non può prescindere dal contesto contemporaneo. E per questo sposa la filosofia del curatore Christian Caliandro secondo il quale “Chiudere l’arte e la cultura in luoghi istituzionali, segregarla all’interno di recinti non è mai stata un’opzione salutare, democratica, intelligente: meno che mai in questo momento storico… L’arte deve inoltrarsi nella realtà, muoversi costantemente in essa, aiutare e trasformare la vita delle persone.  Il progetto “Opera Viva Barriera di Milano” si propone così di costruire – con opere diverse mese per mese – una dimensione altra e di riunire tutte queste dimensioni in una visione coerente e in un dialogo attivo con il quartiere.”

GIAN MARIA TOSATTI | Histoire et Destin – New Men’s Land (Star, 2016)
27 settembre – 16 ottobre 2016

OPERA VIVA BARRIERA DI MILANO
un progetto di Alessandro Bulgini
a cura di Christian Caliandro

con il sostegno di FLASHBACK / L’arte è tutta contemporanea
rotatoria di piazza Bottesini, Barriera di Milano, Torino

Ufficio Stampa FLASHBACK
Emanuela Bernascone
info@emanuelabernascone.com

OPERA VIVA BARRIER DI MILANO 2016 – Stretched and Still Lies in the Midnight | SAUL MELMAN

Il 5 settembre l’opera di Saul Melman, quarto artista scelto da Christian Caliandro per OPERA VIVA BARRIERA DI MILANO, comparirà sul manifesto pubblicitario di tre metri per sei nella rotatoria di piazza Bottesini a Torino. Grazie a Saul, che vive e lavora a New York, l’enorme spazio pubblicitario diventa una finestra che affaccia su un altro mondo, che sfonda prospettive, che unisce orizzonti e frontiere.

L’opera di Melman è in origine un collage fotografico di vestiti e indumenti appesi a un filo della stendibiancheria, come simboli e metafore delle diverse identità e provenienze; l’artista sceglie di riflettere sulle differenze e le commistioni culturali partendo dagli elementi più intimi, frammenti quotidiani di esistenza. Il curatore, Christian Caliandro, sottolinea così la “relativa” semplicità di Melman: “Questi avambracci metafisici (grigi, gialli, rossi) fanno scorrere la corda su una carrucola industriale; i calzini colorati svolazzano alle folate di vento, e il paio estremo è sfondato, bruciacchiato, sbrindellato, consunto. Ironia e inquietudine si mescolano in modo sapiente nel lavoro di questo artista, che è stato descritto come ‘una sorta di disordine mentale produttivo’ (a kind of productive mental disorder). Il caso e il caos giocano un ruolo importante in questa sperimentazione, che procede per balzi e tentativi generosi”.

Il filo teso di uno stendibiancheria arriva così dall’altra parte dell’Atlantico e si ambienta subito in Barriera di Milano: è una vista quasi scontata e quotidiana in un quartiere che più di ogni altro a Torino è testimone di un’intricata storia di immigrazioni e industria e con una popolazione particolarmente eterogenea e portatrice di grandi differenze culturali.

L’arte e il movimento escono dunque dall’opera e irrompono nella vita di tutti i giorni; grazie alla mutabilità e alla transitorietà di cui sono dotate le opere degli artisti di OPERA VIVA – Zanbagh Lotfi (31 maggio – 27 giugno), Andrea Mastrovito (29 giugno – 27 luglio), Aryan Ozmaei (31 luglio – 30 agosto), Saul Melman (5 – 30 settembre), Gian Maria Tosatti (1 – 29 ottobre), Alessandro Bulgini (30 ottobre – 13 novembre) parlano al quartiere e con il quartiere, diventando reali esempi di arte pubblica.

Con la promozione di OPERA VIVA BARRIERA DI MILANO, a pochi mesi dalla IV edizione della fiera, FLASHBACK conferma la propria volontà di porsi come momento di riflessione culturale che non può prescindere dal contesto contemporaneo. E per questo sposa la filosofia del curatore Christian Caliandro secondo il quale “Chiudere l’arte e la cultura in luoghi istituzionali, segregarla all’interno di recinti non è mai stata un’opzione salutare, democratica, intelligente: meno che mai in questo momento storico… L’arte deve inoltrarsi nella realtà, muoversi costantemente in essa, aiutare e trasformare la vita delle persone.  Il progetto “Opera Viva Barriera di Milano” si propone così di costruire – con opere diverse mese per mese – una dimensione altra e di riunire tutte queste dimensioni in una visione coerente e in un dialogo attivo con il quartiere.”

SAUL MELMAN | Stretched and Still Lies in the Midnight
5 – 30 settembre 2016

OPERA VIVA BARRIERA DI MILANO
un progetto di Alessandro BulginI
a cura di Christian Caliandro
con il sostegno di FLASHBACK / L’arte è tutta contemporanea
rotatoria di piazza Bottesini
Barriera di Milano, Torino

OPERA VIVA BARRIERA DI MILANO 2016 – Unusu-Ambo: Sabalan 2 (2016) | Aryan Ozmaei

Il lavoro di una giovane artista iraniana, Aryan Ozmaei, rappresenta il terzo appuntamento con il progetto OPERA VIVA BARRIERA DI MILANO, concepito da Alessandro Bulgini con la curatela di Christian Caliandro, per il quartiere torinese Barriera di Milano, zona dall’intricata storia di immigrazioni e industria e con una popolazione particolarmente eterogenea e portatrice di grandi differenze culturali.

Lo spazio pubblicitario di tre metri per sei nella rotatoria di piazza Bottesini sarà dunque occupato per il mese di agosto dall’immagine di un vulcano, il Sabalan, stratovulcano iraniano inattivo da anni nel nord dell’Iran, la cui sommità è occupata da un lago azzurro.

Per Aryan Ozmei questo vulcano è simbolo di trasformazione, di radici, di identità, il Sambalan rappresenta l’eredità che l’artista ha portato con sé dall’Iran, ma anche l’identità trovata in Italia, a Firenze, dove vive e lavora. Perché l’identità è come la vita, sempre in movimento; non è qualcosa di monolitico, ma si costruisce via via. L’identità è un processo, un mutamento che configura anche spazi mentali dipinti.

Il lavoro di Aryan Ozmaei, scelto dal curatore Christian Caliandro come terzo appuntamento con OPERA VIVA in Barriera, non potrebbe essere più attuale e calzante con la storia dei giorni nostri. Perché parla di crisi e di crasi: la crisi di quello che potrebbe essere uno scontro tra culture e la crasi tra le culture stesse. Unus-Ambo è l’identità che è a un tempo una e doppia, una cosa composta da due.

Come afferma la stessa Aryan: “Fin dai primi tempi del mio arrivo a Firenze, ho sempre sperimentato la particolare impressione per cui ogni situazione della realtà concreta mi riportava alla mente immagini della realtà che mi ero lasciata alle spalle. Una sensazione così forte e presente che molte volte sentivo più reale l’immagine mentale che non la realtà stessa. Il livello più profondo di questa doppiezza è quello dell’identità, che credo sia comune a tutti i migranti che hanno messo radici in un altro Paese: ma è difficile pensare l’identità originaria e quella acquisita come se fossero distinte e distinguibili, così come è difficile pensare a una sola identità ibrida risultato del processo di sradicamento/radicamento.”

Diversità come arricchimento dunque, esattamente come nel quartiere di Barriera di Milano, teatro dell’evolversi di OPERA VIVA: l’arte e il movimento escono dall’opera e irrompono nella vita di tutti i giorni grazie alla mutabilità e alla transitorietà di cui sono dotate le opere degli artisti Zanbagh Lotfi (31 maggio – 27 giugno), Andrea Mastrovito (29 giugno – 27 luglio), Aryan Ozmaei (27 luglio – 30 agosto), Saul Melman (2 – 30 settembre), Gian Maria Tosatti (1 – 29 ottobre), Alessandro Bulgini (30 ottobre – 13 novembre) parlano al quartiere e con il quartiere, diventando reali esempi di arte pubblica.

Con la promozione di OPERA VIVA BARRIERA DI MILANO, a pochi mesi dalla IV edizione della fiera, FLASHBACK conferma la propria volontà di porsi come momento di riflessione culturale che non può prescindere dal contesto contemporaneo. E per questo sposa la filosofia del curatore Christian Caliandro secondo il quale “Chiudere l’arte e la cultura in luoghi istituzionali, segregarla all’interno di recinti non è mai stata un’opzione salutare, democratica, intelligente: meno che mai in questo momento storico… L’arte deve inoltrarsi nella realtà, muoversi costantemente in essa, aiutare e trasformare la vita delle persone.  Il progetto “Opera Viva Barriera di Milano” si propone così di costruire – con opere diverse mese per mese – una dimensione altra e di riunire tutte queste dimensioni in una visione coerente e in un dialogo attivo con il quartiere.”

ARYAN OZMAEI | Unusu-Ambo: Sabalan 2 (2016)
27 luglio – 28 agosto 2016

OPERA VIVA BARRIERA DI MILANO
un progetto di Alessandro Bulgini
a cura di Christian Caliandro
con il sostegno di
FLASHBACK / L’arte è tutta contemporanea
rotatoria di piazza Bottesini
Barriera di Milano, Torino

OPERA VIVA BARRIERA DI MILANO 2016 – Il secolo bravo | Andrea Mastrovito

 

OPERA VIVA BARRIERA DI MILANO

presenta

ANDREA MASTROVITO | Il Secolo Bravo
29 giugno – 27 luglio 2016

un progetto di Alessandro Bulgini
a cura di Christian Caliandro
rotatoria di piazza Bottesini
Barriera di Milano, Torino

 

Mastrovito

 

Dal 29 giugno prende il via il secondo appuntamento del progetto OPERA VIVA BARRIERA DI MILANO, concepito da Alessandro Bulgini con la curatela di Christian Caliandro, per il quartiere torinese Barriera di Milano, zona dall’intricata storia di immigrazioni e industria e con una popolazione particolarmente eterogenea e portatrice di grandi differenze culturali.

L’artista scelto per occupare nel mese di luglio lo spazio pubblicitario di tre metri per sei nella rotatoria di piazza Bottesini è Andrea Mastrovito, artista italiano che vive e lavora a New York ed ha esposto nei maggiori musei in Italia e all’estero tra i quali il MAXXI di Roma il Museo del Novecento di Milano, il MART di Rovereto e il Pecci di Prato, ill BPS 22 di Charleroi, laManchester Art Gallery dal MUDAC di Losanna e il MAD di New York.

Il lavoro di Mastrovito è particolarmente in sintonia con il progetto OPERA VIVA concentrandosi sul continuo scambio tra pubblico e privato e operando con la reinvenzione degli spazi espositivi. L’immagine che campeggerà per un mese nella rotatoria di piazza Bottesini è un’opera essenziale, asciutta, secca; Il secolo Bravo colpisce per il suo aspetto da cinema e da fumetto spaghetti-western (sottolineato anche dal titolo): un genere profondamente incistato nell’immaginario culturale italiano e parte integrante della nostra identità artistica. Il disegno di Mastrovito attinge con grande maestria e consapevolezza a tutto questo, e spinge in là il confine. La statua che viene sollevata (da un argano, da una gru), e che viene inseguita da cavalli senza cavaliere e da cavalieri senza testa, è una metafora potente che riguarda la società e la sua evoluzione in questi anni. Come afferma l’artista: “la statua che viene sollevata (e inseguita) è un simbolo che ben si adatta all’idea della piazza, del leader, della massa e dell’assenza odierna di un pensiero forte.”

L’arte e il movimento escono dall’opera e irrompono nella vita di tutti i giorni; grazie alla mutabilità e alla transitorietà di cui sono dotate le opere degli artisti di OPERA VIVA – Zanbagh Lotfi (31 maggio – 27 giugno), Andrea Mastrovito (29 giugno – 27 luglio), Saul Melman (31 luglio – 30 agosto), Aryan Ozmaei  (2 – 30 settembre), Gian Maria Tosatti (1 – 29 ottobre), Alessandro Bulgini  (30 ottobre – 13 novembre) parlano al quartiere e con il quartiere, diventando reali esempi di arte pubblica.

Con la promozione di OPERA VIVA BARRIERA DI MILANO, a pochi mesi dalla IV edizione della fiera, FLASHBACK conferma la propria volontà di porsi come momento di riflessione culturale che non può prescindere dal contesto contemporaneo. E per questo sposa la filosofia del curatore Christian Caliandro secondo il quale “Chiudere l’arte e la cultura in luoghi istituzionali, segregarla all’interno di recinti non è mai stata un’opzione salutare, democratica, intelligente: meno che mai in questo momento storico… L’arte deve inoltrarsi nella realtà, muoversi costantemente in essa, aiutare e trasformare la vita delle persone.  Il progetto “Opera Viva Barriera di Milano” si propone così di costruire – con opere diverse mese per mese – una dimensione altra e di riunire tutte queste dimensioni in una visione coerente e in un dialogo attivo con il quartiere.”

ANDREA MASTROVITO | Il Secolo Bravo
29 giugno – 27 luglio 2016

OPERA VIVA BARRIERA DI MILANO
un progetto di Alessandro Bulgini
a cura di Christian Caliandro
con il sostegno di FLASHBACK / L’arte è tutta contemporanea
rotatoria di piazza Bottesini
Barriera di Milano, Torino

OPERA VIVA BARRIERA DI MILANO 2016 – Memory Vague 1361 (2015-16), 3: F16 | Zanbagh Lotfi

Zanbagh Lotfi, Memory Vague 1361 (2015-16)_3 F16

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ABOUT “MEMORY VAGUE”

Zanbagh Lotfi, Memory Vague 1361 (2015-16), 3: F16

Zanbagh Lotfi (Teheran 1976) ha composto tra 2015 e 2016 una serie pittorica – Memory Vague 1361 – che è un gioiello di comprensione, di immersione, di compenetrazione di piani, di tempo ritrovato, di memoria ricreata, di gusto riattivato e di frammenti che si fondono e si ricompongono in vita nuova: gli anni Ottanta iraniani, l’infanzia, i compleanni, le torte, la guerra con l’Iraq, un gigantesco F16, la mamma.

Visti tutti insieme, i sei dipinti di Zambi rivelano di essere un’unica opera, una sequenza narrativa. A lei viene piuttosto naturale questo costruire un racconto che fonde autobiografia e Storia collettiva, memoria individuale e comune, che interseca continuamente livelli e dimensioni e dà vita a un lavoro potente. I quadri sono come scaglie favolose e sfuggenti che provengono dritte dritte dai ricordi personali più preziosi, connessi tra loro da filamenti luminosi e vitali.

Di questa sequenza, nostalgica e al tempo stesso attualissima, F16 rappresenta il nucleo – il dipinto centrale e radiante. Come afferma l’artista stessa: “L’idea è stata quella di partire dal pretesto dei miei compleanni e dalle fotografie della mia infanzia, che coincide con una serie di eventi molto complessi in Iran: quando avevo tre anni infatti c’è stata la rivoluzione poi subito dopo la guerra, con tutte le conseguenze del vivere sotto la guerra, come spostamenti e bombardamenti, e il periodo della scuola. Poi, quando sono cresciuta, riflettevo su quegli anni e li rievocavo. Questo esperimento del colore, dopo aver lavorato molto con il bianco e nero e con il monocolore, mi ha permesso di arrivare a questo punto; non vorrei raccontare quel giorno specifico, ma mettere insieme tutti questi pezzi di colore, e fare in modo che la persona davanti al mio quadro cominciasse a cercare e ricostruire la sua storia a partire da questi frammenti.”

Nella fattispecie, in relazione a F16, l’episodio di partenza e il processo di elaborazione sono questi: “partendo dalla tela bianca ho cominciato con un gioco liberissimo di colore, e poi ho cominciato a lavorare sopra questo sfondo. In questa città, mi ricordo, mia madre aveva messo tanti cuscini di gommapiuma sotto il tavolo del soggiorno, e quando c’erano gli attacchi aerei io mia mamma e mio fratello andavamo sotto al tavolo. Una cosa forse stupidissima, però ho questa immagine di lei, preziosa.”

OPERA VIVA BARRIERA DI MILANO 2016

OPERA VIVA BARRIERADI MILANO 2016

presenta

Alessandro Bulgini – Zanbagh Lotfi – Andrea Mastrovito – Saul Melman – Aryan Ozmaei – Gian Maria Tosatti

rotatoria di piazza Bottesini, Barriera di Milano, Torino

 

Ideato dell’artista Alessandro Bulgini, curato da Christian Caliandro e sostenuto da FLASHBACK, uno spazio pubblicitario di tre metri per sei ospitera’, sino al 13 novembre 2016, le opere di artisti nazionali e internazionali appartenenti alle ultime generazioni: Zanbagh Lotfi, Andrea Mastrovito, Saul Melman, Aryan Ozmaei, Gian Maria Tosatti, Alessandro Bulgini.
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Proseguendo e sviluppando la riflessione iniziata con Decoro urbano in Barriera di Milano (2014) e con Taranto Opera Viva (2015), che ha coinvolto l’intera isola del borgo antico, Alessandro Bulgini presenta un nuovo progetto – a cura di Christian Caliandro – dedicato al quartiere di Torino in cui vive (con una storia densa di industria e immigrazione) e alla sua comunita’ presente, ricca di differenza culturale. “Opera Viva Barriera di Milano” e’ sostenuto da FLASHBACK, L’arte e’ tutta contemporanea, che si terra’ a Torino dal 3 al 6 novembre.

Uno spazio pubblicitario di tre metri per sei nella rotatoria di piazza Bottesini in Barriera di Milano a Torino, vicino al mercato rionale e storico di piazza Foroni; sei mesi (da giugno a novembre 2016) in cui questo spazio sara’ a disposizione dell’arte e della creativita’; sei artisti nazionali e internazionali appartenenti alle ultime generazioni (Zanbagh Lotfi, Andrea Mastrovito, Saul Melman, Aryan Ozmaei, Gian Maria Tosatti, Alessandro Bulgini) che con totale liberta’ di scelta riguardo a forme, contenuti, linguaggi interagiranno con questo rettangolo e con il suo contesto di riferimento.

Il progetto “Opera Viva Barriera di Milano” si propone cosi’ di costruire – con opere diverse mese per mese – una dimensione altra, diversa rispetto a quella della quotidianita’, e di riunire tutte queste dimensioni in una visione coerente e in un dialogo attivo con il quartiere. Nella convinzione profonda che le nostre citta’ abbiano bisogno di spazi mentali piu’ che di luoghi fisici da destinare all’arte e alla cultura; e che siano innanzitutto infrastrutture di relazioni umane, molto spesso sommerse e invisibili, da curare e sviluppare.
L’opera viva e’ infatti la parte sotto il pelo dell’acqua sommersa ma necessaria al galleggiamento perche’ “col proprio volume genera attivamente e continuamente spinte verso l’alto in proporzione all’acqua che sposta galleggiando e navigando.”
Il sostegno stesso di FLASHBACK all’operazione si declina in uno dei quartieri piu’ difficili e affascinanti della periferia cittadina, con un’identita’ complessa e articolata, estendendo nello spazio e nel tempo l’azione della fiera.

Opera viva e’ dunque il ritmo stesso e il processo dell’esistenza – l’arte che non e’ piu’ un prodotto, ma che risulta lievemente e profondamente implicata con il rumore bianco della realta’, con tutte le sue imperfezioni e tare, e non piu’ ipoteticamente e ipocritamente fuori da esso. Le opere di questi autori che occuperanno nei prossimi mesi il cartellone pubblicitario appartengono a pieno titolo al XXI secolo nella misura in cui tentano di sfuggire al proprio statuto; possiedono una natura mobile, mutevole, transitoria, e volentieri tendono alla condizione di “non-piu’-opere”: sono piuttosto stati. Stati scavati e ricavati nel presente, e non piu’ emessi da una zona estranea e sterilizzata.

Opere che funzionano come annunci, prefigurazioni pulviscolari e disperse di una situazione di la’ da venire, e gia’ presente – in modo frammentario, disperso, disunito, disintegrato, embrionale – in questo tempo che non smette di iniziare. .

Il primo intervento sara’ dell’artista iraniana Zanbagh Lotfi. Intitolato “Memory Vague 1361 (2015-16), 3: F16”, l’opera racconta gli anni Ottanta iraniani, l’infanzia, i compleanni, le torte, la guerra con l’Iraq, un gigantesco F16, la mamma.

“Chiudere l’arte e la cultura in luoghi istituzionali, segregarla all’interno di recinti non e’ mai stata un’opzione salutare, democratica, intelligente: meno che mai in questo momento storico... – afferma Christian Caliandro, curatore di “Opera Viva Barriera di Milano” – L’arte deve inoltrarsi nella realta’, muoversi costantemente in essa, aiutare e trasformare la vita delle persone.  Il progetto “Opera Viva Barriera di Milano” si propone cosi’ di costruire – con opere diverse mese per mese – una dimensione altra e di riunire tutte queste dimensioni in una visione coerente e in un dialogo attivo con il quartiere.”

“FLASHBACK nasce dalla necessita’ che cultura e mercato siano due elementi della stessa equazione – affermano Ginevra Pucci e Stefania Poddighe – e che il risultato di tale equazione debba essere la conoscenza quale unico strumento in grado di orientare le scelte di ogni individuo. Per questo motivo Flashback vuole imporsi anche come momento di riflessione culturale che non puo’ prescindere dalla propria contemporaneita’. Da qui la scelta di promuovere e sostenere “Opera Viva Barriera di Milano”.

FLASHBACK. L’arte e’ tutta contemporanea, a sei mesi dall’apertura delle porte della fiera, con un linguaggio diretto e sconfinando al di fuori dei luoghi deputati all’arte, rinnova alla Citta’ e alla cittadinanza un impegno nonche’ il carattere innovativo del proprio format apparentemente complesso per i contenuti proposti quanto universale per l’approccio al suo pubblico.

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OPERA VIVA BARRIERA DI MILANO
Un progetto di Alessandro Bulgini
A cura di Chistian Caliandro
Promosso e sostenuto da FLASHBACK, l’Arte e’ tutta Contemporanea

Dal 31 maggio al 13 novembre 2016
Rotatoria Piazza Bottesini, Torino

Artisti: Zanbagh Lotfi, Andrea Mastrovito, Saul Melman, Aryan Ozmaei, Gian Maria
Tosatti, Alessandro Bulgini.

INAUGURAZIONE:
31 maggio 2016 ore 18

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Zanbagh Lotfi – dal 31 maggio al 30 giugno 2016