OPERA VIVA BARRIERA DI MILANO 2016

OPERA VIVA BARRIERADI MILANO 2016

presenta

Alessandro Bulgini – Zanbagh Lotfi – Andrea Mastrovito – Saul Melman – Aryan Ozmaei – Gian Maria Tosatti

rotatoria di piazza Bottesini, Barriera di Milano, Torino

 

Ideato dell’artista Alessandro Bulgini, curato da Christian Caliandro e sostenuto da FLASHBACK, uno spazio pubblicitario di tre metri per sei ospitera’, sino al 13 novembre 2016, le opere di artisti nazionali e internazionali appartenenti alle ultime generazioni: Zanbagh Lotfi, Andrea Mastrovito, Saul Melman, Aryan Ozmaei, Gian Maria Tosatti, Alessandro Bulgini.
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Proseguendo e sviluppando la riflessione iniziata con Decoro urbano in Barriera di Milano (2014) e con Taranto Opera Viva (2015), che ha coinvolto l’intera isola del borgo antico, Alessandro Bulgini presenta un nuovo progetto – a cura di Christian Caliandro – dedicato al quartiere di Torino in cui vive (con una storia densa di industria e immigrazione) e alla sua comunita’ presente, ricca di differenza culturale. “Opera Viva Barriera di Milano” e’ sostenuto da FLASHBACK, L’arte e’ tutta contemporanea, che si terra’ a Torino dal 3 al 6 novembre.

Uno spazio pubblicitario di tre metri per sei nella rotatoria di piazza Bottesini in Barriera di Milano a Torino, vicino al mercato rionale e storico di piazza Foroni; sei mesi (da giugno a novembre 2016) in cui questo spazio sara’ a disposizione dell’arte e della creativita’; sei artisti nazionali e internazionali appartenenti alle ultime generazioni (Zanbagh Lotfi, Andrea Mastrovito, Saul Melman, Aryan Ozmaei, Gian Maria Tosatti, Alessandro Bulgini) che con totale liberta’ di scelta riguardo a forme, contenuti, linguaggi interagiranno con questo rettangolo e con il suo contesto di riferimento.

Il progetto “Opera Viva Barriera di Milano” si propone cosi’ di costruire – con opere diverse mese per mese – una dimensione altra, diversa rispetto a quella della quotidianita’, e di riunire tutte queste dimensioni in una visione coerente e in un dialogo attivo con il quartiere. Nella convinzione profonda che le nostre citta’ abbiano bisogno di spazi mentali piu’ che di luoghi fisici da destinare all’arte e alla cultura; e che siano innanzitutto infrastrutture di relazioni umane, molto spesso sommerse e invisibili, da curare e sviluppare.
L’opera viva e’ infatti la parte sotto il pelo dell’acqua sommersa ma necessaria al galleggiamento perche’ “col proprio volume genera attivamente e continuamente spinte verso l’alto in proporzione all’acqua che sposta galleggiando e navigando.”
Il sostegno stesso di FLASHBACK all’operazione si declina in uno dei quartieri piu’ difficili e affascinanti della periferia cittadina, con un’identita’ complessa e articolata, estendendo nello spazio e nel tempo l’azione della fiera.

Opera viva e’ dunque il ritmo stesso e il processo dell’esistenza – l’arte che non e’ piu’ un prodotto, ma che risulta lievemente e profondamente implicata con il rumore bianco della realta’, con tutte le sue imperfezioni e tare, e non piu’ ipoteticamente e ipocritamente fuori da esso. Le opere di questi autori che occuperanno nei prossimi mesi il cartellone pubblicitario appartengono a pieno titolo al XXI secolo nella misura in cui tentano di sfuggire al proprio statuto; possiedono una natura mobile, mutevole, transitoria, e volentieri tendono alla condizione di “non-piu’-opere”: sono piuttosto stati. Stati scavati e ricavati nel presente, e non piu’ emessi da una zona estranea e sterilizzata.

Opere che funzionano come annunci, prefigurazioni pulviscolari e disperse di una situazione di la’ da venire, e gia’ presente – in modo frammentario, disperso, disunito, disintegrato, embrionale – in questo tempo che non smette di iniziare. .

Il primo intervento sara’ dell’artista iraniana Zanbagh Lotfi. Intitolato “Memory Vague 1361 (2015-16), 3: F16”, l’opera racconta gli anni Ottanta iraniani, l’infanzia, i compleanni, le torte, la guerra con l’Iraq, un gigantesco F16, la mamma.

“Chiudere l’arte e la cultura in luoghi istituzionali, segregarla all’interno di recinti non e’ mai stata un’opzione salutare, democratica, intelligente: meno che mai in questo momento storico... – afferma Christian Caliandro, curatore di “Opera Viva Barriera di Milano” – L’arte deve inoltrarsi nella realta’, muoversi costantemente in essa, aiutare e trasformare la vita delle persone.  Il progetto “Opera Viva Barriera di Milano” si propone cosi’ di costruire – con opere diverse mese per mese – una dimensione altra e di riunire tutte queste dimensioni in una visione coerente e in un dialogo attivo con il quartiere.”

“FLASHBACK nasce dalla necessita’ che cultura e mercato siano due elementi della stessa equazione – affermano Ginevra Pucci e Stefania Poddighe – e che il risultato di tale equazione debba essere la conoscenza quale unico strumento in grado di orientare le scelte di ogni individuo. Per questo motivo Flashback vuole imporsi anche come momento di riflessione culturale che non puo’ prescindere dalla propria contemporaneita’. Da qui la scelta di promuovere e sostenere “Opera Viva Barriera di Milano”.

FLASHBACK. L’arte e’ tutta contemporanea, a sei mesi dall’apertura delle porte della fiera, con un linguaggio diretto e sconfinando al di fuori dei luoghi deputati all’arte, rinnova alla Citta’ e alla cittadinanza un impegno nonche’ il carattere innovativo del proprio format apparentemente complesso per i contenuti proposti quanto universale per l’approccio al suo pubblico.

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OPERA VIVA BARRIERA DI MILANO
Un progetto di Alessandro Bulgini
A cura di Chistian Caliandro
Promosso e sostenuto da FLASHBACK, l’Arte e’ tutta Contemporanea

Dal 31 maggio al 13 novembre 2016
Rotatoria Piazza Bottesini, Torino

Artisti: Zanbagh Lotfi, Andrea Mastrovito, Saul Melman, Aryan Ozmaei, Gian Maria
Tosatti, Alessandro Bulgini.

INAUGURAZIONE:
31 maggio 2016 ore 18

1_ ARTISTA:
Zanbagh Lotfi – dal 31 maggio al 30 giugno 2016

Flashback è opera viva 2015. antica è tua sorella

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REDISTRIBUZIONE 2

FLASHBACK E’ OPERA VIVA
ANTICA E’ TUA SORELLA
UN PROGETTO DI ALESSANDRO BULGINI

La collaborazione con l’artista Alessandro Bulgini prosegue per il terzo anno consecutivo. Il suo progetto FLASHBACK è OPERA VIVA si declina di anno in anno in modo differente ma con la stessa concettualità.

Bulgini lavora da anni a un intenso progetto relazionale, “OPERA VIVA”, che vede nello scambio culturale e nello stabilire relazioni vivide con luoghi e persone l’oggetto del proprio operare. Tutto questo nella convinzione che le città sono prima di tutto esistenze, relazioni umane non infrastrutture materiali: chiudere l’arte e la cultura in luoghi deputati, istituzionali, segregarla all’interno di recinti non è mai stata un’opzione salutare, democratica, intelligente: meno che mai in questo momento storico. Proprio l’assenza (la vacanza) momentanea di questi luoghi istituzionali è un’occasione preziosa da cogliere e agganciare: essa è in grado infatti di favorire l’adozione di pratiche (e politiche) radicalmente innovative. (Christian Caliandro)

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FLASHBACK è OPERA VIVA è dunque un progetto che vuole portare la manifestazione ad essere un evento di tipo inclusivo e non esclusivo, un progetto che vuole portare l’arte a tutti tramite un linguaggio diretto e lo sconfinamento al di fuori degli spazi deputati soprattutto nelle periferie. ANTICA E’ TUA SORELLA #anticaètuasorella è un hastag virale dal linguaggio popolare. ANTICA E’ TUA SORELLA è un manifesto 6×3 posizionato a Torino in Barriera di Milano (Piazza Bottesini), è un susseguirsi di selfie degli abitanti sotto il manifesto, è la copertina di un giornale (Vedere a Torino). ANTICA E’ TUA SORELLA è una sfida verbale (ricordiamo dell’artista la mostra del 2011 “In ricordo di un artista italiano del cazzo”), una ricerca verbo-visuale che incorpora gli elementi della poesia visiva come strumento operativo, evidenziando la necessità di un’Arte che sia espressione della cultura di massa.

Alessandro Bulgini (Taranto 1962) dal 2001 concentra la sua ricerca sul tema dell’invisibile e della lateralità. Performances, quadri, fotografie e installazioni, strumenti diversi, atti di opposizione a una verità ritenuta assoluta, tentativi di indicare qualcosa al di là del visibile.

Numerosi gli interventi e le mostre dalle recenti Peekskill Opera Viva del 2015 (Hudson Valley Center for Contemporary Art, NY USA), l’opera pubblica Opera Vivain piazza Derna (Torino) reliazzata in collaborazione con il MEF e il Comune di Torino, Taranto OperaViva in collaborazione con CO61, Cosenza Opera Viva, ai tantissimi progetti sviluppati nel corso degli anni collaborando con importanti Istituzioni pubbliche e private come Fondazione Volume!, Roma, Museo Ettore Fico, Torino, HVCCA, NY USA, Frost Art Museum,FL USA, Torrione Passari, Molfetta BA, Triennale  e Castello Sforzesco di Milano, DENA Foundation Parigi etc.

Flashback_exhibition 2014. Alessandro Bulgini. Labirinto

Flashback_Exhibiton

Alessandro Bulgini | Labirinto
delle geometrie complicate mie e di Angelo Froglia | 2014

 ” … è questo venerdì d’ottobre – Vedi Sandro cosa significa aver voglia di comunicare? Significa vederti correre con bicchieri e vassoi per tutta la sala e sopperire al bisogno di parlarti, di farti sentire quanto vorrei gridarti, scrivendo. Ma è così sempre? E’ così per tutti? No, Sandro, non è così, è con te che voglio parlare, il resto è gregge. Ci sono 2 persone sole che contano nella mia vita : Niky e tu, Niky è stata e resta importante, tu, tu rappresenti moltissimo, tu sei il mio referente, tu sei colui con il quale posso comunicare, i nostri lavori, situati vicino dialogheranno._ Non hanno bisogno di noi per farlo_E’ così, checchè tu ne pensi. Sono felice di averti incontrato “socio”, felice della stessa felicità che ha legato Braque a Picasso… in gamba, noi ce la faremo.  Angelo”. Livorno, ottobre 1992.

In occasione di FLASHBACK 2014, la metafora del Labirinto viene rappresentata da Alessandro Bulgini attraverso un’installazione concepita come una casa. Due ingressi simmetrici, due ambienti speculari, due stanze identiche, due “luoghi comuni”; spazi standardizzati e privi di tensioni, creati a rappresentazione del comune modo di essere e pensare.

Poi, come nel Labirinto ci vien chiesto di fare delle scelte: tornare indietro e dunque uscire o verificare altre vie?

L’ Eretico, dal greco colui che sceglie, procede e, libero dai preconcetti, trova  e sceglie una strada diversa, la scelta sta alla curiosità, l’attraversamento alla necessità. Un passaggio ci porta nello spazio intimo e segreto di ciascuno di noi, quello spazio dove finalmente comunicare liberi da vincoli. Qui nella “stanza dei segreti” le relazioni sono prive di sovrastrutture, questo spazio privato fuori dal tempo è un luogo di contatto diretto e di comunità d’intenti.

Bulgini e Froglia si ritrovano in questo spazio segreto.

Angelo Froglia nel 1984 destabilizza la critica d’arte creando le false teste di Modigliani. Da 30 anni il sistema dell’arte nasconde questa operazione concettuale che mette in discussione tutto il sistema della critica minandone le fondamenta.

Il manifesto originale della mostra “Modigliani – Gli anni della scultura” inaugurata nel 1984 e vidimato dal servizio affissioni del Comune di Livorno, dialoga con uno dei quadri neri di Bulgini, della serie Hairetikos. In entrambe le opere coesistono due dimensioni. Una prima lettura semplice ma ingannevole, una seconda visibile solo se si approfondisce. Entrambe le opere mettono in crisi il sistema di comunicazione.

Froglia adopera il bisturi dell’artista intervenendo lì dove leggenda e storia s’incrociano, egli non realizza dei falsi ma anzi fornisce gli strumenti necessari alla critica per capire l’inganno.

La critica si ferma però a una prima lettura, semplice ma ingannevole.

Bulgini a sua volta ci mostra i suoi apparenti monocromi, inutili perché anacronistici. Opere che in prima lettura riflettono lo spettatore in modo autoreferenziale, ma tramite una più attenta analisi anch’egli fornisce gli strumenti d’indagine per attraversare la superficie e arrivare al di là dell’inganno.

Entrambe le opere dunque, potenziandosi l’una con l’altra, parlano dell’incapacità di vedere. Si palesano a chi sa e vuole vedere.

Hairetikos è il titolo del ciclo di lavori di Alessandro Bulgini dal 2001, performances, quadri, fotografie e installazioni, strumenti diversi, atti di opposizione ad una verità ritenuta assoluta, tentativi di indicare qualcosa al di là del visibile. Opere che con differenti modalità parlano della lateralità, di ciò che è altro, diverso, di ciò e di chi è altrove e della possibilità di vedere.

Flashback 2014. il labirinto

FLASHBACK | IL LABIRINTO

Ci si addentra nel labirinto per conoscere se stessi. Il disordine e’ quasi sempre casuale, l’ingresso coincide con l’uscita nella dialettica dell’eterno ritorno.

La manifestazione propone ogni giorno un ricco programma culturale che sviluppa ed approfondice i temi della fiera e che vede la propria peculiarita’ nell’approccio trasversale dei temi affrontati; una visione che spazia nel tempo, che analizza i fenomeni nella loro evoluzione dall’antichita’ alla contemporaneità.

PROGRAMMA

 

Alessandro Bulgini “FLASHBACK E’ OPERA VIVA”, 2013


Flashback_special project

Alessandro Bulgini
FLASHBACK E’ OPERA VIVA

Il 15 novembre 2008 Alessandro Bulgini decide di iscriversi al social media FACEBOOK dichiarando la sua pagina personale opera d’Arte e scegliendone come titolo “OPERA VIVA”. In esso vi è espressa l’intenzione dell’artista  di contemplare l’opera da lì a venire come sorta di organismo vivente, il quale si nutre e si modifica grazie all’intervento continuo e per molto tempo inconsapevole di coloro che si sono relazionati (e continuano a farlo) con le quotidiane sollecitazioni che l’artista  propone sulla sua pagina.

Negli anni il tipo di intervento proposto da Bulgini si adegua al continuo mutamento del format , muovendosi di conseguenza ogni volta con visibile  diversità dal comune utilizzo.

A FLASHBACK, l’intervento di Bulgini continua con la stesse modalità concettuali e operative, ma i termini dell’opera si dilatano ulteriormente per la peculiarità dei protagonisti che vi partecipano: l’artista come medium, l’Arte antica e moderna, il social media come luogo della rappresentazione ma anche come Athanor, il forno dell’alchimista per la trasformazione e infine il pubblico in rete che contribuisce con i propri interventi a “riattivare” le opere proposte. Immagini dal passato che si avvalgono del popolo della rete e dei nuovi linguaggi, della potente e mistica luce degli schermi per tornare in vita.

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Alessandro Bulgini è nato a Taranto nel 1962, vive e lavora a Torino.
Diplomato all’Accademia di Belle Arti di Carrara in scenografia teatrale, ha vissuto in numerose città Italiane Roma, Milano, Livorno, Venezia, Genova, Taranto, alle quali deve l’assoluta indipendenza ed individualità del lavoro. Difficilmente assimilabile ed inquadrabile in alcuna corrente artistica Bulgini utilizza un ampio spettro di mezzi; dalla pittura alla fotografia, dal video alla performance. E’ divenuto noto al grande pubblico per la produzione pittorica che costringe lo sguardo ad una vicinanza intima con l’opera, fino a scoprire un‘apparizione imprevista. Numerose le mostre personali e collettive in Italia e all’estero con i cicli di lavori: “Le Déjeuner sur l’Herbe” a partire dal 1993 ed “Hairetikos” dal 2001 tra cui ricordiamo  Fondazione Volume!, Roma – Centre International d’accueil et d’echanges des Recollets, Parigi, Dena Foundation for Contemporary Art, Paris, New York – Fondazione Pastificio Cerere, Roma – Castello di Rivara, Rivara – Sound Art Museum, Zerynthia, Roma – CIAC, Castello Colonna, Genazzano – Castello Sforzesco, Milano – Castello Cavour, Santena – Cordy House, Londra – Fondazione 107, Torino – La Triennale, Milano – Frost Art Museum, Miami, Florida – Loft Project ETAGI, San Pietroburgo, Russia.
Il 15 novembre 2008 inizia con la sua iscrizione a facebook un opera tutt’ora in essere dal titolo “Opera Viva”, opera social che si avvale del contributo attivo di tutti i suoi partecipanti, mediante la quale l’artista sviluppa varie modalità innovative d’utilizzo artistico del network. Il 24 aprile del 2012 Bulgini apre un nuovo capitolo importante del proprio lavoro ad indirizzo Social mediante l’inaugurazione del progetto B.A.R.L.U.I.G.I. (Opera Viva). Da un bar di periferia enuncia le semplici regole per poter trasformare spazi preesistenti(quali bar, macellerie o paesi interi) in spazi di accoglienza creativa senza filtri, gratuiti e no profit connessi fra di loro in rete tramite pagine personali facebook,  sotto la stessa egida del logo b.a.r.l.u.i.g.i.. ad oggi se ne contano 11 nel mondo.

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Flashback 2013. l’enigma del tempo

L’enigma del tempo
Fra fisica, filosofia e arte, indagando la concezione del tempo

Lo spazio dell’arte è quello della verticalità, lo sbaglio è la volontà di spostarsi orizzontalmente e ancor più il desiderio di imprimere un’accelerazione. GDD

FLASHBACK utilizza il passato per ricreare il presente, dimostrando che l’Arte sfugge alle logiche dell’obsolescenza programmata che, fissando dei limiti temporali, vuole decretare cosa è “di moda” e cosa non lo é, in modo da giustificare sempre e comunque l’entrata sul mercato della novità.
Lo scopo di questa manifestazione è di conseguenza quello di allontanare il concetto di antico da quello di “Passato” sottolineando che ogni opera d’arte è contemporanea, vivente: un corto circuito nelle certezze estetiche e iconografiche del pubblico.

FLASHBACK, come opera vivente, nasce dall’idea di costruire un ATLAS, una manifestazione che sia di “cultura visiva”.

Aby Warburg dedicò gli ultimi anni di vita a un sogno: Mnemosyne, un progetto, un arsenale nel quale le icone si contagiano a vicenda. Corpi e gesti transitano dalla classicità alla contemporaneità, cancellando ogni antitesi tra le epoche. Si infrangono gerarchie; si spezza la logica dello sviluppo cronologico lineare. Grazie a un montaggio “pre-cinematografico”, momenti del passato e del presente vengono tessuti insieme.