Flashback_exhibition 2014. Niente da vedere, niente da nascondere


Flashback_Exhibition

“NIENTE DA VEDERE – NIENTE DA NASCONDERE”
a cura di Luca Tomio

Alighiero Boetti, Gino De Dominicis, Luigi Ontani, Giulio Paolini, Michelangelo Pistoletto, Emilio Prini, Salvo, Mario Schifano

L’attitudine più autentica delle avanguardie italiane che si affermano nella seconda metà degli Anni Sessanta è quella di non voler affermare nessuna “verità” riconducibile all’artista stesso.L’unica verità possibile è solo quella dell’opera e della sua centralità, che poi non è una verità ma solo una possibilità.

Era Gino De Dominicis a dire che anche gli esseri umani sono “solo verifiche della possibilità di esistenza”. La conseguenza sul piano artistico per lui è stato annunciarsi al mondo dell’arte esponendo nel 1969 a Roma, da Fabio Sargentini, il Manifesto Mortuario di se stesso.

Alighiero Boetti, Niente da vedere niente da nascondere, 1976, ricamo su tessuto, 45x45 cm

E non è un caso che nello stesso anno da Sperone a Torino Boetti esponga Niente da vedere niente da nascondere, un lavoro che rappresenta il grado zero dell’immagine e della sua ricerca, dove il vetro montato su un grande telaio lascia passare lo sguardo oltre quello che di solito la tela nasconde, sguardo che al contempo si sofferma sul riflesso evanescente di chi guarda e che la superficie del vetro restituisce.

Una sorta di “guardare guardandosi” che è propria anche di Giulio Paolini, il più consapevole di questa poetica della sottrazione dell’artista, laddove il più intransigente ed estremo è Emilio Prini, che nega/afferma il ruolo dell’artista cercando sempre le migliori soluzioni per nonfare un’opera.

Le opere che scaturiscono da questa nuova consapevolezza agiscono come viatico verso territori della figurazione che vivono in bilico non tanto tra verità e illusione quanto sui crinali di qualcosa che si avverte ancora come misterioso e impenetrabile.

Una mostra affascinante il cui filo conduttore si dipana sul confine sottile tra il visibile e l’invisibile messo in scena da opere di Alighiero Boetti, Gino De Dominicis, Luigi Ontani, Giulio Paolini, Michelangelo Pistoletto, Emilio Prini, Salvo, Mario Schifano.

 

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